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La fuga all'estero dei medici che mette in crisi la sanità italiana

di Roberto Formigoni lunedì 13 maggio 2024
La fuga all'estero dei medici che  mette in crisi la sanità italiana

2' di lettura

Fra i tanti problemi che affliggono la sanità italiana ve n’è uno che desta particolare preoccupazione: la fuga di medici all’estero, che provoca una carenza drammatica nei nostri ospedali.
Una fuga che ha l’aspetto di un vero e proprio esodo, in rapido aumento da qualche tempo.
Le previsioni sono addirittura cupe per il 2024, si parla di 20mila medici laureati in Italia che abbandoneranno la nostra patria, e si tratta al 90% di giovani tra i 35 e i 40 anni, stando alle dichiarazioni di Antonio Magi, presidente del maggiore ordine dei medici, quello di Roma. I paesi che attraggono di più sono ovviamente quelli in cui ci sono migliori condizioni di lavoro e una remunerazione più alta: Stati Uniti, Israele, Germania , Francia, Regno Unito, Svizzera, Belgio, Svezia, Canada e Irlanda sono le dieci nazioni in cima alla lista delle mete preferite.

Secondo i dati ufficiali dal 2019 al 2022 sono andati all’estero in 21.937, fra i quali 14.341 specialisti, ma per quest’anno si prevede il boom di cui ho scritto prima, e il mistero avvolge gli anni successivi. Già oggi sono fuori Italia almeno 38mila medici italiani. Quali le cause? La remunerazione migliore all’estero e la prospettiva di contratti a tempo indeterminato sono le principali, del resto l’Italia è al terzultimo posto in Europa perla remunerazione di specialisti. Ma incide molto anche la delusione per non aver avuto la stabilizzazione del rapporto di lavoro promessa per il dopo pandemia. E se le condizioni di lavoro fossero migliori, i ritmi meno stressanti, certamente la fuga diminuirebbe.


Ma proprio la diminuzione del numero dei medici costringe chi resta a turni più pesanti e la poca manutenzione, a volte la fatiscenza di molti ospedali, soprattutto al Sud, peggiorano tutto il quadro. Alcune regioni si sono rivolte a paesi esteri, quelli dove ovviamente gli stipendi sono inferiori, per invogliare un’immigrazione medica in Italia, ma il problema non è stato risolto. Anzi, è noto il caso di una regione del Sud che ha fatto arrivare 500 medici da Cuba, bravi professionalmente ma... non tutti erano medici, uno su dieci era una spia, e questo ha anche provocato una nota ufficiale di protesta del Dipartimento di Stato Usa al nostro governo!

Da parte mia continuo a chiedermi perchè i governi nazionali dal 2012 hanno proclamato il numero chiuso nelle facoltà di medicina, impedendo a molti giovani che volevano iniziare quegli studi, di farlo. Anche il governo attuale tentenna, si è detto che mancano le strutture ma, poffarbacco, si fa prima ad ampliare i locali di una facoltà e ad acquistare il materiale necessario che a formare un giovane (6 anni per la laurea in medicina, 3 anni in più per la specializzazione). O no?