Nemmeno il tempo di rientrare dalle vacanze natalizie - va comunque detto che per andare in vacanza bisogna prima avere una qualsivoglia attività - che l’Opposizione Studentesca d’Alternativa (Osa) scende in piazza, manifesta contro la cattura del dittatore venezuelano Nicolas Maduro.
C’è da chiedersi se fino a ieri sapessero qualcosa del Venezuela, ma è anche vero che è una domanda retorica. Comunque: questo l’esilarante messaggio dell’Osa, che chiama tutti a raccolta a partire da oggi: «Sono ore storiche e noi studenti sappiamo da che parte schierarci, da quella del Venezuela, del suo popolo eroico e del suo legittimo presidente Nicolas Maduro. Il 3 gennaio gli Stati Uniti hanno attaccato Caracas e altre parti del Venezuela. La colpa di questo Paese?», continua il comunicato, «essere ricco di petrolio, sostenere le classi popolari e non essere servo degli Usa». L’Opposizione Studentesca prosegue: «Per fare questa e altre guerre vogliono arruolare anche noi studenti. Ideologicamente, facendoci credere che la guerra sia giusta, e militarmente, con il ritorno della leva». Ora le risate diventano fragorose: «Il governo Meloni ha intenzione di reintrodurla, perché vogliono che diventiamo carne da cannone per le loro guerre. Intanto aumentano le spese militari, mentre per le scuole che crollano a pezzi e sono fatiscenti i fondi non ci sono mai».
Il messaggio, pubblicato sui profili social degli studenti, evidentemente parte fuori corso e altri ripetenti, prosegue: «Il nemico del Venezuela è il nemico di noi studenti. Chi fa la guerra in America Latina intanto ci porta aumenti di spese militari e riarmo qui da noi. Il nemico è l’Occidente che, da Trump a Meloni, da Macron a Netanyahu, ci trascina in guerra. Non diamogli pace: per mercoledì 7 gennaio e tutta la prima settimana di scuola convochiamo un’agitazione studentesca nazionale per ribadire la nostra solidarietà al Venezuelano contro l’aggressione di Usa e Trump, la complicità occidentale e la spirale guerrafondaia anche in Italia, che porta tagli alla scuola e leva militare. Il 10 saremo in piazza per i cortei in tutta Italia, nella giornata di mobilitazione nazionale, pronti a fare la nostra parte come studenti e studentesse. ¡Venceremos!».
E per sabato, inoltre, è prevista la mobilitazione generale pro-Maduro. Si prevedono le stesse scene già viste decine di volte per i cortei “pacifisti” pro-Palestina: strade rese campi di battaglia e attacchi alle forze dell’ordine. Stavolta, al posto degli islamisti, in nome del dittatore rosso. Che il clima verrà di nuovo incendiato dai soliti facinorosi è una certezza: in questi giorni, anche i gruppuscoli scesi in strada, hanno fatto di tutto per provocare chi non la pensava come loro.