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Marin Jelenic, fermato e rilasciato dopo l'omicidio del capotreno: le ultime drammatiche ore

di Roberto Tortora mercoledì 7 gennaio 2026

2' di lettura

Oltre alla tragedia, la beffa: l’omicidio efferato di Bologna infatti ha un nuovo capitolo inquietante: il presunto killer del capotreno Alessandro Ambrosio è stato fermato due volte, perché nella prima occasione è stato subito rimesso a piede libero, prima di essere finalmente catturato nel bresciano, a Desenzano. Si tratta del 36enne croato Marin Jelenic, ricercato per l’omicidio del capotreno di 34 anni, accoltellato mortalmente nel parcheggio dei dipendenti della stazione di Bologna che ha lasciato incredulità e rabbia in tutta Italia. 

Secondo quanto ricostruito, subito dopo il delitto Jelenic sarebbe salito su un treno regionale da Bologna per Milano, e qui è cominciato il paradosso. Racconta il personale ferroviario: “A bordo l’uomo sarebbe stato molesto e aggressivo, anche con il personale del treno”. Così è stato fatto scendere a Fiorenzuola (Piacenza) poco prima delle 20. Ma arriva il colpo di scena: i carabinieri lo hanno identificato e poi rilasciato. In quel momento, spiegano le forze dell’ordine, “non erano state ancora diramate le note di ricerca”. In poche ore il nome di Ambrosio – descritto da amici e colleghi come una persona tranquilla, “senza nemici e mai fatta del male a una mosca” – è diventato simbolo di una tragedia figlia di un sistema in tilt.

La fuga è continuata: Jelenic è stato avvistato alla stazione Centrale di Milano, poi ha proseguito la sua corsa disperata fino alla fuga finale. La caccia all’uomo è finita nella tarda serata di ieri a Desenzano del Garda, dove è stato fermato davanti alla stazione: era senza documenti e l’identificazione è avvenuta tramite impronte digitali. Ora la macchina della giustizia fa i conti con una vicenda che profuma di tragedia, ma anche di dilettanti allo sbaraglio: un sospetto fermo, identificato e lasciato libero, per colpa di ritardi nelle comunicazioni. Luigi Ambrosio, ex-ferroviere in pensione e papà del povero Alessandro, vuole solo la verità: “Alessandro era un ragazzo eccezionale, gli volevano bene tutti. Non so niente di questa persona, non ce l’ho con lui, sarà stato un poveraccio. Voglio solo sapere perché l’ha fatto, solo questo. Se ha le p***e di dirmi perché l’ha fatto. Alle spalle poi...”.

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