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Garlasco, "Chiara Poggi uccisa di notte": crolla tutto ciò che pensavamo?

sabato 21 febbraio 2026
Garlasco, "Chiara Poggi uccisa di notte": crolla tutto ciò che pensavamo?

2' di lettura

Nella puntata andata in onda sabato 20 febbraio su Rete 4, Quarto Grado è tornato ad accendere i riflettori sul delitto di Garlasco, tra scenari e ipotesi che potrebbero cambiare radicalmente la ricostruzione dell’omicidio di Chiara Poggi. Al centro della serata, le nuove ipotesi sull’orario della morte: tra le tesi discusse, anche quella – quasi inedita fino ad oggi – che la ragazza possa essere stata uccisa durante la notte, e non nella consueta finestra mattutina indicata dalle sentenze.

Il programma condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero ha ripercorso i punti più controversi di un caso che, a distanza di anni, continua ad essere al centro dell'attenzione mediatica. Tra questi, il discusso scontrino di Andrea Sempio, elemento da anni al centro delle indagini. Il ragazzo, unico indagato nel nuovo filone d'inchiesta, ha sempre sostenuto di averlo stampato personalmente a Vigevano e che la madre lo avrebbe poi ritrovato in auto, decidendo di conservarlo proprio in seguito all’omicidio di Chiara. In trasmissione, però, è piovuta una testimonianza che metterebbe in dubbio questa versione, aprendo interrogativi sulla reale provenienza di quel documento.

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Spazio anche alla consulenza della criminologa Roberta Bruzzone, incaricata dalla famiglia Poggi. Dunque si è tornati a parlare della porta a soffietto della villetta di via Pascoli, a Garlasco: secondo la consulente, Alberto Stasi avrebbe mentito in merito alla sua apertura. Un dettaglio apparentemente marginale che, tuttavia, potrebbe incidere sulla dinamica dell’aggressione. A rafforzare questa lettura è intervenuta anche una recente dichiarazione del colonnello Cassese, che a Mattino 5 News aveva ipotizzato come l’assassino - per la giustizia Stasi, condannato in via definitiva - possa aver aperto la porta spingendo il corpo di Chiara contro di essa, prima di gettarla lungo le scale che conducono alla taverna. 

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Ma il vero elemento "disruptive" presentato in puntata, come detto, ha riguardato l’orario della morte. Finora, la fascia temporale accolta nelle sentenze era quella compresa tra le 9:12 e le 9:35 del mattino, un intervallo estremamente ristretto, di appena 23 minuti. Tuttavia, alla luce delle analisi e delle valutazioni medico-legali, si è discusso della possibilità che l’omicidio possa essere avvenuto molto prima, addirittura nelle ore notturne. Se l'ipotesi trovasse riscontri, l’intera architettura accusatoria rischierebbe di essere rivista. Il caso, insomma, verrebbe ribaltato dalle fondamenta. In tal senso, si attendono le conclusioni degli approfondimenti affidati alla dottoressa Cattaneao: se le nuove ipotesi orarie venissero confermate, per Stasi si spalancherebbero le porte della revisione del processo.

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