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Macerata, l'orrore del libico sulla ex: sequestro, stupro e foto intime

di Andrea Valledomenica 5 aprile 2026
Macerata, l'orrore del libico sulla ex: sequestro, stupro e foto intime

2' di lettura

Prima l’ha chiusa a chiave in casa, togliendole il cellulare, poi l’ha costretta subire rapporti sessuali contro la sua volontà. Per questo un libico di 39, residente a Ora (Bolzano), è finito nel carcere di Montacuto, ad Ancona, con le accuse di maltrattamenti in famiglia, revenge porn, sequestro di persona e violenza sessuale aggravata.

Per la vittima, una 44enne brasiliana, l’incubo era cominciato lunedì e si è concluso venerdì, quando è riuscita a scappare approfittando di un momento di distrazione del suo aguzzino: si tratta della ex fidanzata di quello che stentiamo a definire “uomo”. A salvarla, ci ha pensato anche una sua amica, che non riuscendo a contattarla ha chiamato i Carabinieri di Tolentino (Macerata).

I militari l’hanno rintracciata in stato confusionale nei pressi della stazione ferroviaria e poi portata al pronto soccorso di Macerata, facendo scattare il “codice rosso” per garantire alla donna la massima tutela e assistenza specialistica. Sul suo corpo diverse lesioni, frutto delle angherie del libico. Fortunatamente non è in pericolo di vita.

In casa del libico, richiedente asilo nel nostro Paese, i carabinieri hanno trovato 36 grammi di hashish, diverso materiale per il confezionamento della droga e mille euro in contanti, ritenuti provente dell’attività di spaccio. Stando alle prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe costretto l’ex a raggiungerlo, minacciandola di diffondere alcune sue immagini intime.

L’Arma dei Carabinieri, nel sottolineare l’importanza della collaborazione dei cittadini, ha rivolto «un appello accorato a chiunque si trovi in situazioni di pericolo, sopraffazione o violenza domestica: questo episodio dimostra come la tempestività della segnalazione possa fare la differenza tra una tragedia e la libertà».

E ancora: «Esortiamo tutte le persone che subiscono minacce, ricatti o violenze a rivolgersi con fiducia alle forze dell’ordine. Non siete soli: esistono strumenti normativi e reti di protezione pronti a intervenire per garantire la vostra incolumità».

L’arrestato si è rifiutato di informare le autorità consolari.

Dalle Marche alla Puglia. A Taranto, un 26enne è stato arrestat con le accuse di violenza sessuale, oltraggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale: dopo aver molestato una giovane ragazza per strada ha pensato bene di aggredire con una testata in pieno volto un carabiniere intervenuto per aiutare la vittima. A Reggio Calabria, invece, i militari della Sezione Radiomobile hanno salvato una donna appena accoltellata dal suo convivente. Nel corso degli accertamenti, il suo racconto ha delineato un quadro drammatico e consolidato nel tempo: anni di violenze, sia fisiche che psicologiche, subite in silenzio. L’uomo è stato arrestato.