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Pietracatella, la dottoressa intercettata: "Ti dico una cosa". Gianni Di Vita, cambia tutto

domenica 19 aprile 2026

2' di lettura

Anche Gianni Di Vita è entrato in contatto o ha ingerito ricina, il veleno che ha causato la morte della moglie Antonella Di Ielsi e della figlia Sara di 15 anni, intossicate lo scorso Natale dopo una cena a Pietracatella in provincia di Campobasso.

Sarebbe questa l'evidenza di una intercettazione in possesso di un cronista del Tg1, che lo scorso 28 dicembre, dopo i due decessi, era riuscito a entrare in casa dei Di Vita e registrare le conversazioni durante i primi sopralluoghi degli agenti. Di Vita ha sempre sostenuto di essersi sentito male anche lui dopo quella cena, a cui mancava la figlia maggiore, sopravvissuta perché aveva partecipato a una pizzata con gli amici. Tuttavia, dalle analisi, non sono risultate evidenze di intossicazione per l'uomo. Ma le parole di una dottoressa dell'ospedale di Campobasso, a colloquio con gli agenti quel 28 dicembre, sembrano cambiare il quadro.

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"Ti dico quello che sto osservando: allora Di Vita (Gianni, ndr) ha più di 112mila piastrine... Poi un’altra cosa: la bilirubina totale è alta. È alta per Sara, Antonella e anche Gianni Di Vita: aumenta sempre di più, è indiretta e non coniugata". La dottoressa è stata registrata a sua insaputa dal cronista del Tg1, come sottolinea il Corriere della Sera. "La bilirubina alta indica infatti l’emolisi, eccessiva distruzione dei globuli rossi - si legge -. Effetto compatibile da un’intossicazione da ricina (...). Dunque anche Gianni potrebbe averla ingerita o toccata". Una versione che potrebbe scagionare Di Vita da qualsiasi sospetto, anche se resta un dubbio: perché avrebbe potuto sfiorare il veleno.

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Nel frattempo, gli interrogatori sono proseguiti anche ieri in questura a Campobasso. La Squadra Mobile, guidata da Marco Graziano, in mattinata ha sentito altre persone informate dei fatti, testimonianze di parenti e conoscenti delle vittime che si aggiungono alle decine di deposizioni già raccolte negli ultimi dieci giorni. Sono diverse le persone sentite più volte dall'inizio dell'indagine, segno che gli investigatori hanno trovato incongruenze e punti poco chiari ravvisando la necessità di riconvocare alcuni dei soggetti già ascoltati. Nelle prossime ore inoltre sarà nuovamente interrogato anche Di Vita. È inoltre atteso a breve l'arrivo della relazione finale dal Centro antiveleni di Pavia sulla presenza della ricina nel sangue delle due vittime.

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