Dal 2026 il 4 ottobre torna a essere una festa nazionale. La ricorrenza di San Francesco d’Assisi era stata cancellata dal calendario delle festività nel 1977, pur rimanendo una solennità civile. Il Parlamento l’ha ripristinata alla fine del 2025, proprio nell’anno dell’ottocentesimo anniversario della morte del santo. Quest’anno, però, la festività cade di domenica, con effetti specifici sulla busta paga dei lavoratori.
Per chi non lavora, il 4 ottobre sarà considerato una festività non goduta. Poiché coincide con il giorno di riposo settimanale, la maggior parte dei dipendenti avrà diritto a una quota aggiuntiva nella retribuzione di ottobre, come compensazione per il mancato giorno di riposo.
La situazione cambia per chi lavorerà domenica 4 ottobre. In questo caso, oltre alla normale retribuzione, spettano sia la quota prevista per la festività coincidente con il giorno di riposo sia il pagamento delle ore effettivamente lavorate, con la relativa maggiorazione per il lavoro festivo.
Secondo gli esempi forniti da Giuseppe Buscema della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, l’importo aggiuntivo netto per la festività non goduta può variare indicativamente tra 39 e 53 euro, a seconda del contratto collettivo e del livello professionale.
Tra gli esempi citati, un impiegato metalmeccanico di livello B1 potrebbe ricevere circa 52,70 euro netti in più, mentre un operaio metalmeccanico di livello D2 circa 51,62 euro. Per i dipendenti del settore pubblico esercizio e del commercio, gli incrementi indicati oscillano invece tra circa 39 e 47 euro.




