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Milano, lo studente nel mirino dei prof solo perché è di destra

di Lorenzo Cafarchio domenica 8 novembre 2026

3' di lettura

Succede a Milano. Succede che uno studente di 17 anni, classe 2009, decida di iniziare un percorso politico, scorgendo un po’ più in là rispetto alla strada dell’apolitica in cui ci troviamo immersi. Succede che questo giovane decide di presentarsi alle elezioni studentesche della propria scuola. Siamo all’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi Cremona” di cui fa parte anche l’Istituto Tecnico Commerciale “Gino Zappa”.

Complessi situati in viale Marche. Il ragazzo, che frequenta il quarto anno del liceo con indirizzo scienze umane, viene tirato in mezzo dai suoi compagni perché alla Lista Zappa, con la quale si presentano alle votazioni, manca un quarto. Si candida e viene eletto, ma ad alcuni compagni e a qualche docente la nomina non va bene. Il motivo? L’allievo milita nel Blocco Studentesco formazione giovanile di CasaPound. E quindi il razzismo ideologico dell’antifascismo è servito.

NOMINA E PRIMI PROBLEMI

«La mia candidatura è nata per gioco, alcuni amici avevano bisogno di un quarto per completare la “Lista Zappa” e mi hanno chiesto di candidarmi. Non mi sono tirato indietro. Abbiamo visto di avere seguito e alle elezioni del 20 ottobre è andato tutto per il meglio». Lo studente ci racconta la genesi della situazione in cui, suo malgrado, è stato coinvolto. Torniamo alle elezioni. «La nostra lista è arrivata seconda con 361 voti di cui 199 miei.

Quindi primo della “Lista Zappa’ e il quarto più votato in assoluto. In questo modo sono stato eletto rappresentante d’istituto». La prassi, la naturale evoluzione del sistema elettorale, nulla che dovrebbe scandalizzare. «Dopo una decina di giorni - continua - c’è stato lo spoglio e il 30 ottobre divento ufficialmente rappresentante». Le prime contestazioni? «Inizialmente abbiamo ricevuto come lista, sull’account anonimo Tellonym, alcuni messaggi di insulti». Tipo? «“Non voglio farmi rappresentare da un appeso”». La solita pelosa retorica. «Poi venerdì una decina di persone sono arrivate davanti a scuola con megafoni, fumogeni e uno striscione con la scritta “fuori i fascisti dalla scuola”».

Così il “Collettivo la Locomotiva” ha diffuso un comunicato: «Fuori i fasci dal Crem-Zappa». Dicono che il ragazzo è «dichiaratamente fascista», che non può ricoprire «qualsiasi posizione istituzionale», citano il pestaggio dell’Einstein parlando di frattura del cranio di uno studente, vicenda che è stata poi smentita dalle nostre colonne. Concludono con la richiesta di dimissioni. «Il collettivo - torniamo al rappresentante - si è mosso dopo aver perso le elezio ni. Hanno raccolto 150 voti, con la loro lista “Apokalista” arrivata penultima». Si fanno fautori della democrazia, ma ne ignorano le regole.

I PROF “DEMOCRATICI”

Ma ora la vicenda prende un aspetto ancora più inquietante. Il giovane venerdì ha partecipato a una riunione d’istituto con il dirigente scolastico, i rappresentanti dei genitori e quelli dei professori. Qui un insegnante ha preso parola. «Ha fatto un intervento di 30/40 minuti in cui ha detto che 46 docenti hanno sottoscritto una lettera aperta, indirizzata all’istituto, nella quale viene detto che un militante del Bs non può essere nell’organo degli studenti». Il documento, ufficialmente, non è ancora stato protocollato, ma ne siamo venuti in possesso. «Come docenti dell’IIS Cremona-Zappa siamo estremamente preoccupati e sconcertati dall’elezione nel Consiglio d’Istituto di uno studente appartenente all’organizzazione neofascista “Blocco Studentesco”», scrivono. «Esprimiamo profonda preoccupazione e ferma opposizione alla presenza all’interno del più importante organo democratico della nostra scuola di organizzazioni che si pongono di fatto al di fuori del perimetro costituzionale». Oltre a essere professori vogliono porsi, pure, da magistrati per decidere chi può o meno partecipare alla vita politica della scuola. Democraticissimi. Infine, paiono ravvedersi. «Come docenti non è assolutamente nostra intenzione puntare il dito contro una singola persona» però «è nostro preciso dovere difendere i valori e il significato della Costituzione nata dalla Resistenza». Mandando in questo modo, al pubblico ludibrio, un giovane colpevole solo di aver scelto di attivarsi politicamente.

«Nonostante la richiesta di dimissioni, questo non accadrà e continuerò a svolgere il ruolo per il quale sono stato eletto dagli studenti», ci dice il 17enne. Tra le varie accuse non poteva mancare il razzismo e così il rappresentante ci tiene a sottolineare una cosa. «Sono arrivate anche accuse di xenofobia alla nostra lista, ma di quattro candidati uno è egiziano e l’altro è brasiliano». Vallo a spiegare a chi ha già emesso la sentenza di fascismo, sarà che forse oggi l’unico paraocchi che impedisce il libero confronto è proprio la matrice antifascista.

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