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Mito

Vittorio Feltri, la tragica verità sull'amplesso: "Una gioia che purtroppo...", non fatevi illusioni

10 Agosto 2018

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Vittorio Feltri, la tragica verità sull'amplesso: "Una gioia che purtroppo...", non fatevi illusioni

Estate, vacanze, tempo di amori e di tradimenti. Libero ha deciso di dare spazio alle storie di corna. Inviateci le vostre esperienze, i vostri colpi di testa, tormenti, rimpianti o pentimenti all’indirizzo [email protected].

Caro direttore, io non ho tradito un uomo ma un' amica. La mia migliore amica. E' successo tanti anni fa, in un' estate della mia gioventù. Ero in vacanza con Sonia, la mia compagna di banco dalle elementari. Avevamo scelto di andare nel sud della Sardegna, Costa Rei.

Quindici giorni noi due sole tra mare e serate in discoteca.
Eravamo giovani venticinquenni, belle e libere. Lei flirtava con un ragazzo. Io con il suo amico. Ma una sera accadde qualcosa di imprevisto.

Sul sedile posteriore dell' auto, c' era Massimo, quello con cui Sonia usciva da qualche sera.
Accanto a lui, innamoratissima c' era Sonia e poi dall' altro lato del finestrino sedevo io.
Davanti a me, alla guida, Giacomo, la mia conquista di quelle ferie e accanto a lui sua mamma che aveva bisogno di un passaggio dalla zia che abitava proprio accanto al locale in cui eravamo diretti.
Sonia e Massimo cominciano a baciarsi appassionatamente ma ad un certo punto lui smette di abbracciare lei e comincia a toccarmi la nuca. La accarezzava sfiorando la pelle nascosta sotto i capelli.

Brividi di piacere correvano lungo la schiena, speravo che non finisse mai, le sue dita sulla mia pelle mi scuotevano, toccavano le corde di un erotismo per me ancora poco esplorato. Una voce dentro di me diceva: «Mollagli un ceffone. Stai tradendo la tua amica. Coraggio, ribellati». Ma era così forte il piacere che godetti fino in fondo del brivido di quella situazione trasgressiva. Anzi, feci di più. Arrivati nel locale in cui avremmo passato la serata, andai in bagno.

Poco dopo lui mi seguì. Chiudemmo la porta e consumammo il più eccitante dei rapporti. Era il cesso di un locale pubblico, fuori c' era la coda di donne che dovevano entrare nell' unica toilette del night club, la mia amica era in pista che ballava e con lei c' era il mio fidanzato con cui forse avrei passato la notte. Me ne fregai di tutto e di tutto. Uscimmo dal bagno fendendo la coda di signorine scandalizzate.

Tornammo a ballare. Lui con Sonia io con Giacomo. Da quella sera è successo tutte le sere. Sempre così. Ci incontravamo di notte, io lasciavo la mia amica nella stanza d' albergo che dividevamo e incontravo il suo fidanzato sulla spiaggia, per strada, in auto.

Lo abbiamo fatto anche di giorno, al mare durante una nuotata al largo. Sonia prendeva il sole, Giacomo ascoltava la radio e noi due ci tuffammo in acqua sapendo che saremmo andati dietro le rocce. La vacanza finì e con essa anche i nostri filarini.
Sono passati trent' anni.

Tante volte ho pensato di confessare tutto a Sonia. Ma poi mi blocco, vedo i nostri capelli bianchi, le rughe attorno agli occhi e penso che adesso non ha più senso. Che è inutile rovinare un' amicizia per la passione folle di un' estate di tanti anni fa. Ma ogni volta che lei mi dice "Non ti tradirei mai", io taccio.
E vorrei piangere. Debbo confessare tutto ridendoci su o tacere per sempre?

di Francesca

Cara amica, ciò che mi hai scritto aprendoti il cuore non mi scandalizza e tantomeno mi stupisce. Il tuo è un brano di vita in cui molti di noi si specchiano. Non hai fatto nulla di tragico né di particolarmente peccaminoso. Ti sei soltanto abbandonata al piacere dell' erotismo a cui tutti aspiriamo, specialmente in giovane età. A volte i contatti fisici turbano e sono irresistibili, per cui ci lasciamo andare. Ciò che è capitato a te è successo a parecchia gente. Ci sono momenti in cui non riusciamo a trattenerci, siamo travolti dal desiderio e cerchiamo di soddisfarlo appieno. Che sarà mai? Sei una persona come le altre e non peggiore. Non ti affliggere ricordando la tua amica Sonia. Non le hai tolto niente, non le hai rubato l' amore, ma ti sei solamente impadronita del tuo diritto a godere. Non c' è motivo di vergognarsi per aver fatto l' amore con il fidanzato di un' altra. Non dico che te ne devi vantare e neppure confessare la tua umana debolezza. Tieni dentro di te il tuo segreto e ogni tanto, se puoi, ricorda gli episodi che mi hai narrato. Ti conforteranno. Rammentare le trasgressioni fa bene all' animo.

Ci fa capire: l' esistenza è piena di imprevisti che non c' entrano con la morale, hanno a che fare con la nostra umanità. Il sesso non è una prerogativa dei peccatori, ma di chiunque non sia morto in piedi. Lo dico sempre e lo ripeto. Abbracciarsi e unirsi in un amplesso irregolare non è una tragedia, bensì una gioia che purtroppo finisce. Ripassare in solitudine i propri trascorsi eccitanti fa sorridere, ripropone qualcosa che appartiene all' intimo, che fa parte dell' esistenza e aiuta a comprendere che non siamo alieni, ma uomini e donne in carne e ossa. Campare senza emozioni non è campare: significa subire il tran tran più noioso che si possa immaginare.
Non piangere, cara amica, e non rivelare a nessuno la tua storia. Ridi e magari rivaluta le tue esperienze dense di piccole e grandi passioni. Ti sono vicino, e mi sei simpatica perché sincera e spontanea.

di Vittorio Feltri

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