Dopo 210 giorni di blocco del corridoio di Lacin da parte dell’Azerbaigian, che nessuna trattativa è riuscita finora a risolvere, gli abitanti armeni del Nagorno Karabakh continuano a soffrire di carenza di provviste e servizi. Il gas manca ormai da tre mesi, e dall’inizio dell’anno non arriva neppure l’elettricità, si usano le fonti locali che bastano per qualche ora al giorno. Il consigliere del ministro di Stato del Karabakh-Artsakh, Artak Beglaryan, ha spiegato su Facebook che non si riescono a stabilire contatti con gli azeri sulla questione delle forniture: “Lo scopo principale delle riaperture limitate può essere una strategia per alleggerire le pressioni dall’esterno per brevi fasi, ma credo che servano a gettare la popolazione locale nel totale disorientamento, spingendo la gente a desiderare di lasciare il proprio Paese”.



