Uscendo dall’Università Statale, dopo l’incontro pubblico dal titolo “Difendere l’indipendenza”, il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte si è intrattenuto per rispondere alle domande di alcuni studenti e perfino per registrare un videomessaggio per invitare al voto del No la nonna di una studentessa. Rispondendo a una domanda di Martina Belli, giovane al quinto anno di Giurisprudenza, che chiedeva conto dell’asimmetria tra i requisiti richiesti ai magistrati e l’assenza di obblighi analoghi per chi legifera, Conte ha spiegato: “La questione tocca un punto fondamentale relativo alla legittimazione. La legittimazione del politico non deriva dal titolo di studio, ma dal voto dei cittadini: sono gli elettori a dover discernere e a non votare chi non ritengono sufficientemente preparato”. Il presidente pentastellato, visibilmente emozionato per essere tornato in un’Università in mezzo agli studenti, dopo tanto tempo ha proseguito: “Il magistrato riceve la propria legittimazione attraverso il concorso. Va detto che negli Stati Uniti vengono eletti anche i pubblici ministeri, quindi una parte della magistratura riceve anch’essa una legittimazione democratica. Resta il fatto che, per il politico, la legittimazione passa dal voto”.



