Anche esperta di paracadutista, la presidente del Consiglio. Giorgia Meloni presenza come da tradizione alla festa della Repubblica del 2 giugno, ai Fori imperiali a Roma, insieme alle più alte cariche dello Stato. Insieme a lei, ovviamente, il presidente Sergio Mattarella, i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il ministro della Difesa Guido Crosetto.
La premier si è concessa un bagno di folla, accolta dal coro "Giorgia! Giorgia! Giorgia" e dal grido "Grande Giorgia". Per lei applausi e ovazioni. E anche un fuori programma. Alla parata ha sfilato anche il settore dedicato al comparto delle Forze speciali, come il quarto reggimento alpini paracadutisti 'Ranger': unità dell'Esercito specializzata in operazioni in ambiente montano e artico, addestrati per eseguire missioni che richiedono resistenza fisica e mentale, oltre a capacità tattiche di alto livello.
Per la Marina ha sfilato una compagnia del Gruppo operativo incursori del Comsubin, eredi diretti di quei marinai speciali con la capacità di operare nei tre domini, specialmente in quello marittimo che comprende la dimensione subacquea. Ha inoltre sfilato la compagnia degli incursori del 17esimo Stormo dell'Aeronautica militare, addestrata a condurre tutto lo spettro delle operazioni speciali, che integra la componente aerea e gli assetti di superficie. Per l'Arma dei Carabinieri ha sfilato il Gruppo di intervento speciale (Gis), specializzato nel settore dell'antiterrorismo e delle operazioni di liberazione di ostaggi: è impiegato per fronteggiare le minacce non convenzionali e ibride. Per l'Esercito hanno sfilato due auto da ricognizione denominate 'Flyer 72', per la Marina il siluro a lenta e lunga corsa e un trasportatore speciale subacqueo: il primo, conosciuto anche come "maiale", potrebbe essere definito il capostipite dei mezzi d'assalto subacquei. Per l'Aeronautica ha sfilato un veicolo fuoristrada d'attacco e ricognizione per impieghi speciali mentre per i Carabinieri un mezzo speciale d'assalto del Gis denominato 'Mars Liberator Ford 350 Crew Cab', impiegato nelle operazioni speciali ad alto rischio e consente accessi rapidi e irruzioni ai piani elevati di edifici e aeromobili.
A causa del forte vento (circa 70 nodi), però, è saltato il lancio dei cinque paracadutisti dell'Esercito che si sarebbero dovuti lanciare in caduta libera da un elicottero da un' altezza di circa 1.500 metri. I cinque paracadutisti fanno parte del reparto attività sportive del centro addestramento paracadutismo della Brigata Folgore. Uno di loro si è scusato con Meloni: "Presidente, c'era troppo vento. Non voglio entrare nei tecnicismi ma lei lo sa quanto ci spingiamo al limite e oltre il limite". "Con quella vela lì non si può fare con questo vendo", commenta Meloni. "Però - aggiunge con un sorriso la premier - all'ottantunesimo lo faremo. Al prossimo anno, saluti a tutti gli uomini. Grazie davvero, come sempre".
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev



