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Lele Adani, "è un distubatore, non un telecronista": chi lo azzera

di Lorenzo Pastugliavenerdì 17 luglio 2026
Lele Adani, "è un distubatore, non un telecronista": chi lo azzera

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"Adani è un disturbatore, non un telecronista". Carlo Nesti non usa mezzi termini nel giudicare lo stile con cui l'ex difensore racconta le partite della Nazionale argentina. Dopo le polemiche seguite alla telecronaca di Inghilterra-Argentina, lo storico giornalista sportivo interviene con una critica durissima, pur riconoscendo le qualità dell'attuale seconda voce Rai. Per Nesti il problema non è la competenza di Adani, ma il ruolo che ricopre: "Come opinionista è bravissimo, preparato e capace di spiegare il calcio. Il problema è che viene utilizzato fuori ruolo". Un paragone rende bene l'idea: "È come avere un grandissimo centravanti e schierarlo difensore centrale: inevitabilmente finisce in difficoltà e fa una brutta figura".

Secondo Nesti, il racconto della semifinale mondiale ha confermato un'inversione di ruoli ormai evidente: "Una volta ci si ricordava della voce del telecronista, mentre il commentatore restava sullo sfondo. Oggi succede il contrario, è il commentatore a dominare la telecronaca". E il riferimento alla coppia formata con Alberto Rimedio è diretto: "Rimedio fa quasi da spalla, mentre Adani diventa debordante e prende completamente il sopravvento".

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La critica più severa riguarda però il tono utilizzato durante i novanta minuti. "Nella telecronaca diventa un disturbatore. E soprattutto non grida: urla. A scuola mi hanno insegnato la differenza tra gridare e urlare". Per Nesti, il rischio è che l'enfasi finisca addirittura per produrre un effetto involontariamente comico: "Se urli sugli acuti, alla lunga stanchi l’orecchio". Lo storico telecronista punta il dito anche contro la linea editoriale della Rai, accusata di inseguire i modelli delle televisioni commerciali. "Il servizio pubblico dovrebbe distinguersi per aplomb, sobrietà ed equilibrio. Se si omologa alle tv commerciali, perde la propria identità".

Nonostante le critiche, Nesti ribadisce la stima professionale nei confronti di Adani. "Quando iniziò era probabilmente il migliore di tutti. Si esprime con proprietà di lingua italiana e sa analizzare il calcio in modo approfondito". La soluzione, però, è un'altra: "Lo utilizzerei prima della partita, nell'intervallo e dopo il fischio finale. In quel ruolo sarebbe eccellente". Una bocciatura, dunque, non dell'uomo ma del modo in cui viene impiegato davanti alle telecamere.

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