L’esercito statunitense ha dichiarato di aver distrutto martedì cinque petroliere iraniane che trasportavano greggio, dopo due tentativi della Guardia Rivoluzionaria iraniana di colpire con missili balistici una nave da guerra statunitense. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, gli attacchi alle petroliere sono stati una risposta ai due tentativi di attacco avvenuti negli ultimi due giorni. La nave da guerra americana, si legge in un comunicato, è riuscita a schivare i missili e ha continuato a pattugliare le acque della regione. Nessun militare statunitense sarebbe rimasto ferito.
Le petroliere colpite nel Golfo di Oman sono la Kivik, la Charminar, la Horizon 1 e la Riesco. L’esercito americano ha inoltre distrutto la Derya, nei pressi dell’isola di Kharg, nello Stretto di Hormuz. Prima degli attacchi, agli equipaggi delle cinque imbarcazioni era stato ordinato di abbandonare le navi. Gli attacchi statunitensi arrivano mentre Washington e Teheran tornano a confrontarsi dopo oltre sei mesi di guerra. In risposta alle operazioni americane, l’Iran ha colpito obiettivi statunitensi in Giordania, in quella che rappresenta l’ultima escalation di una serie di azioni di ritorsione tra i due Paesi. Anche la televisione di Stato iraniana ha confermato gli attacchi, riferendo che le forze statunitensi hanno colpito petroliere iraniane nei pressi del porto meridionale di Jask e vicino all’isola di Kharg, nel Golfo Persico. Secondo le stesse fonti, gli equipaggi delle navi sono stati evacuati.



