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Novi Ligure, Omar è in semilibertà: "Erika è il passato"

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"Voglio andare al mare a farmi una nuotata"

Monica Rizzello
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Omar Favaro è da un mese in semilibertà ad Asti. Nove anni fa, il 21 febbraio 2001, uccise insieme alla sua fidanzata, Erika De Nardo, la madre e il fratello di lei con 97 coltellate. Condannato a 14 anni, dopo il carcere minorile di Torino, ha trascorso gli ultimi 5 anni nel penitenziario di Asti. Parla in un'intervista a “La Stampa”, in cui spiega che «Il mio passato appartiene solo a me, me lo porterò sempre dentro». Erika «fa parte del mio passato. Diciamo che oggi mi è indifferente, non m'interessa. Capitolo chiuso». Grazie agli “sconti” per buona condotta e ai benefici di legge, da un mese è semilibero, lavora in una cooperativa che si occupa di aree verdi comunali. «Devo guardare avanti - spiega - e voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato e mi stanno aiutando a uscire da quello che è stato. Senza la mia famiglia sarei finito, i miei sono stati straordinari. Mi hanno sempre seguito, guai se non li avessi avuti vicino». «Tra breve - continua - dovrei uscire definitivamente. Sono in semilibertà da gennaio, i primi permessi li ho avuti nel luglio 2009. Sono un giardiniere, ho un contratto di un anno che scade in dicembre, prendo 600-700 euro al mese. Mi piacerebbe continuare a fare questo lavoro anche dopo, da “libero”, anche se la mia aspirazione è un'altra. Mi appassionano i computer, in carcere ho preso la Patente europea. Non voglio sembrare immodesto, ma credo di essere bravino in questo campo». Ma, la prima cosa che intende fare, una volta libero, è vedere il mare. «Voglio andare al mare a farmi una nuotata. Sono dieci anni che non ci vado, me lo sogno anche di notte». «I miei ricordi - continua - me li porterò sempre dentro. Quello che è successo è il passato, si perde nel buio. Devo guardare avanti e voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato e mi stanno aiutando a uscire da quello che è stato». «Ad Asti - racconta - mi sono trovato meglio che nel carcere minorile. In tanti mi sono stati vicini ma non ho amici. Preferisco chiudere per sempre con questo mondo». Senza la mia famiglia, sottolinea, «sarei finito, i miei sono stati straordinari. Mi hanno sempre seguito, guai se non li avessi avuti vicino».

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