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Anche al Senato il Pd sfiducia Brancher

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Lo annuncia il democratico Bianco. Intanto la mozione alla Camera verrà discussa l'8 luglio

Roberto Amaglio
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Il cerchio intorno al neo ministro Aldo Brancher inizia a chiudersi. Dopo l'annuncio di martedì della presentazione della mozione di sfiducia individuale proposta dal gruppo Pd alla Camera, mercoledì anche i democratici al Senato ha annunciato di voler prendere tale decisione. Ad annunciarlo il capogruppo del Pd in commissione Affari Costituzionali, Enzo Bianco. "La commissione Affari Costituzionali, dove è iniziata l'illustrazione degli emendamenti al Lodo Alfano costituzionale, da diverse settimane attende di conoscere di che cosa si occuperà il ministro. Abbiamo chiesto al Presidente Vizzini di convocarlo immediatamente in commissione. A questo punto la preoccupazione che Brancher possa essere stato nominato per usufruire della normativa appare del tutto fondata e questo influirà inevitabilmente sui lavori dedicati all'esame del lodo Alfano costituzionale. Il governo dovrà spiegare le reali motivazioni della nomina di Brancher, delle funzioni che gli sono affidate e di cui, a tutt'oggi, non vi è traccia sulla Gazzetta Ufficiale". Quindi anche in Senato inizierà la raccolta firme per calendarizzare tale mozione, su cui si assisterà probabilmente a un altro fuoco incrociato: nonostante Brancher, rinunciando il 26 giugno al legittimo impedimento (sarà presente all'udienza del 5 luglio), abbia in pratica aggiustato la sua posizione agli occhi della Lega, non si esclude che la ferma posizione del Pdl (che difende il Ministro) possa registrare alcune defezioni. Iter alla Camera - Intanto a Montecitorio la mozione di sfiducia è stata sottoscritta dai 222 deputati del Pd e dell'Idv e ha trovato posto nell'agenda della Camera il prossimo 8 luglio. Oggi pomeriggio, nel frattempo, alle ore 15 il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito sarà chiamato a rispondere alle interrogazioni presentate dai gruppi di minoranza proprio sulle deleghe e gli incarichi che hanno portato alla nomina di Brancher a ministro senza portafoglio. Tra queste non ci sarà quella del Pd. Il capogruppo Dario Franceschini, infatti, ha annunciato che il suo gruppo rinuncerà all'interrogazione fino a che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non darà la sua disponibilità a rispondere personalmente in Aula. Per il momento, infatti, il premier non può intervenire a Montecitorio perché in missione all'estero in Brasile.

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