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L'Inghilterra dice addio ai postini in bicicletta

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Le strade moderne, l'email, lo shopping online hanno ucciso una tradizione vecchia di 130 anni

carlotta mariani
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La Royal Mail manda in pensione il postino in bicicletta. È la fine di un'era. Non bastava ai poveri inglesi sapere che il loro tè Twinings verrà prodotto in Polonia, ora si vedono pure sostituiti i tipici postmen da anonimi furgoncini. Responsabili della rivoluzione sono le strade troppo pericolose, le mail elettroniche che stanno sostituendo la posta tradizionale e l'avvento dello shopping online. Lo ha scritto Adam Cozier, il direttore uscente della Royal Mail, in una lettera a Lord Berkeley, membro laburista del Parlamento. “Le biciclette pongono particolari rischi sulle strade della Gran Bretagna perché i ciclisti sono esposti a pericoli maggiori rispetto a chi usa altri mezzi di trasporto”. I dati parlano chiaro. Nel biennio 2008 – 2009 i postini britannici sono stati coinvolti in 1.065 incidenti, il 14% in più rispetto ai due anni precedenti. Lord Berkeley, appassionato ciclista, non ha gradito l'iniziativa: “È un pugno nell'occhio agli sforzi del governo di promuovere l'uso delle due ruote”. Non è, però, in ballo solo la sicurezza dei lavoratori. Le lettere sono più il mezzo di comunicazione tra i più usati e spesso i postini si ritrovano a dover distribuire pesanti pacchi di acquisti online ma per regolamento, i loro cestini non possano trasportare oggetti che pesano più di 32 chili. Le migliaia di biciclette usate dai postini saranno pian piano ritirate dal servizio e molte saranno spedite in Africa. Un tentativo di non far morire una tradizione vecchia di 130 anni ma di trasferirla ai Paesi del Commonwealth?

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