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Aggressione in metro, la donna è gravissima

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L'infermiera rumena è di nuovo in coma. Burtone si era detto disposto a scrivere una lettera di scuse

domenico d'alessandro
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E' tornata in coma e versa in condizioni "estremamente gravi" Maricica Hahaianu, la donna aggredita nella metropolitana di Roma. Alessio Burtone, autore dell'aggressione, le ha tirato un pugno - mandandola in coma - in seguito alla lite in una fila alla fermata Anagnina. La donna ha sbattuto violentemente la testa cadendo per terra. La rumena, nelle scorse ore, era uscita dal coma, ma nel pomeriggio di giovedì le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate. Nel pomeriggio di giovedì, intanto, più di 500 persone hanno partecipato, alla fermata Anagnina della metro di Roma (quella del violento episodio) ad una preghiera promossa dalla Comunità di Sant'Egidio. I ragazzi hanno detto di essersi riuniti "per ricordare che non si passa oltre una persona ferita, in evidente difficoltà e che occorre disarmare i cuori non solo dalla violenza ma anche dall'indifferenza". L'avvocato dell'aggressore, Fabrizio Gallo, aveva affermato che il suo assistito "chiederà scusa di quanto ha fatto con una lettera. Vuole riparare al suo gesto, alla sua reazione. Il ragazzo si augura che le condizioni della donna possano presto migliorare. Secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa - aveva proseguito il legale - sarebbe stata la romena a iniziare la discussione che è poi degenerata. Alessio, in pratica, è stato anche preso a schiaffi nel negozio di tabaccheria dove i due si trovavano". In precedenza il legale aveva altresì dichiarato che l'aggressore è consapevole di rischiare fino a 12 anni di reclusione "se la ragazza avrà subito danni permanenti". Ma la cosa che preoccupa maggiormente Burtone, ha detto Gallo, "non è la condanna quanto la salute della Hahaianu".

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