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Il governo risponde: sette arresti a Reggio

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Dopo le accuse di Saviano altra retata sugli appalti in Calabria: in manette anche un imprenditore

Giulio Bucchi
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Saviano accusa, il governo risponde. Questa mattina all'alba a Reggio CalabriA e in alcuni centri della provincia la Dia ha portato a termine l'arresto di sette persone: un imprenditore e sei ritenute appartenenti ad un'organizzazione criminale che secondo l'accusa controllava e si spartiva gli appalti per l'esecuzione di lavori pubblici, dalla rete fognaria alla pubblica illuminazione. Gli arrestati, affiliati alle cosche Libri e Condello, tra il 2003 ed il 2007 si sarebbero divisi lavori per un totale di cinque milioni di euro. I lavori controllati dalle cosche erano stati appaltati dal Comune e dalla Provincia di Reggio Calabria e da alcuni comuni della provincia. Emesse anche trenta misure interdittive nei confronti di altrettanti imprenditori accusati di avere costituito un cartello per spartirsi gli appalti. Nessun amministratore pubblico o esponente politico risulta indagato. Che numeri - L'operazione, denominata Entourage, era partita circa due anni fa. E' solo l'ultima di una forte campagna anti-criminalità condotta in prima persona dal ministro degli Interni Roberto Maroni insieme ai vertici delle forze dell'ordine. Da maggio 2008 a luglio 2010 sono stati catturati 6.483 mafiosi o sospettati di collusione: una media di 8 al giorno. Ed è salito a 681 il numero di criminali sottoposti al carcere duro, regolato dall'articolo 41 bis. Notevole anche l'ammontare dei beni confiscati alle cosche: 32mila (5mila confische definitive), per un valore di 15 miliardi di euro.

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