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Bossi: "Dagli Usa coltellata alla schiena di Silvio"

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Così il Senatur sulle rivelazioni di Wikileaks. L'intervista di Belpietro a La Russa: "Cambierà tutto, ma non rapporto Italia-Russia"

Giulio Bucchi
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"Mi sembra che gli americani abbiano un pò accoltellato alla schiena Berlusconi. Si era battuto così tanto per l'America dopo l'11 settembre, non meritava un trattamento così". Questo il Bossi-pensiero sui report dell'ambasciata Usa su Silvio Berlusconi, rivelati dal portale Wikileaks. Ma il Senatùr assiccura che i rapporti con gli Stati Uniti non cambieranno: "Berlusconi è stimato in America, avendo al suo fianco Tremonti che è unanimemente considerato uno dei migliori ministri del Tesoro, soprattutto dagli americani". Ma il problema vero, ha chiosato Bossi, è che "in questo modo si sono messi in allarme tutti i politici: quando parli con l'Ambasciatore non sai cosa riporterà, cosa dirà" L'intervista del direttore di Libero, Maurizio Belpietro, al ministro della Difesa Ignazio La Russa, ospite di "La telefonata" su Canale 5 Ministro, qualcuno ha definito il caso-Wikileaks l'11 settempre della diplomazia. Che ricadute ci saranno? "Ci sarà un prima e un dopo, senza dubbio. D'ora in poi i diplomatici staranno più attenti, sapranno che le loro comunicazioni potranno essere divulgate. Per ora, però, tutto quello che è stato pubblicato dai giornali è poco più che gossip mediatico". Sul Medioriente, però, ci sono notizie più corpose. Per esempio, la questione Iran... "Verissimo, però purtroppo sulle prime pagine ci finisce solo il gossip. Stando a Wikileaks, non ci sarebbe un solo leader sano di mente, tra botulino, nottate allegre  e nudità varie... In realtà sta uscendo solo quello che può mettere in difficoltà e imbarazzo gli Usa". Il rapporto Italia-Usa cambierà in qualche modo? "Non credo proprio. Semplicemente tutto dovrà essere verificato con più attenzione, perché ci sarà sempre un Wikileaks pronto a divulgare qualche comunicazione privata". Berlusconi è stato definito vanitoso, uno che perde tempo la sera... "Il problema è che alla nostra sinistra anti-italiana non importa nulla se da tutto questo può nascere una crisi diplomatica seria. A loro interessano solo eventuali critiche a Berlusconi, anche se queste sono state mediate da qualche giornale di sinistra, fatte proprie da alcuni funzionari americani  e 'rimbalzate' da Wikileaks". Dal punto di vista commerciale c'è da temere qualcosa? "No. Il punto è il ruolo dell'Italia. Sui rapporti con Gheddafi e Russia è logico che gli Usa, inizialmente, avessero un po' di diffidenza per la mediazione di Berlusconi, non serviva Wikileaks. Ma l'Italia deve essere protagonista, un soggetto autonomo. E ora con Gheddafi c'è dialogo". L'opposizione chiede l'audizione al Copasir di Berlusconi. Ci sarà? "Non c'è spazio per speculazioni politiche. Il Copasir è un'istituzione seria, non un luogo di polemiche". Si avvicina il 14 dicembre, giorno del giudizio per il Premier. Che succederà? "Il governo avrà la fiducia. Se poi reggerà per l'intera legislatura si capirà col tempo".

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