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Se la voglia di drogarsi sta nel Dna

Ricerca negli Stati Unti: un enzima guida l'istinto. "Geni diversi, cura diversa": la parola agli scienziati

Federica Lazzarini
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La tossicodipendenza è una questione di geni. Lo dice una ricerca dei Brookhaven National Laboratory, pubblicata sulla rivista americana Archives of General Psychiatry. Lo studio ha dimostrato come le persone con un determinato profilo genetico abbiano meno neuroni nelle aree del cervello che presiedono alle decisioni ed al comando degli istinti. IL TEST - Le 82 cavie, tutti uomini, di cui 40 cocainomani, sono state sottoposte a test del Dna e risonanza magnetica del cervello per determinare la quantità di materia grigia. I risultati delle analisi hanno mostrato come la maggioranza dei tossicodipendenti fosse accomunata da un medesimo genotipo: basso livello dell'enzima Maoa, monoamine oxidase A, che regola i neurotrasmettitori. I soggetti con questo tratto genetico comune presentano una minore densità di materia grigia nella corteccia cortico-frontale, quindi proprio nella zona atta a controllare gli istinti. LA CORRELAZIONE - "La ricerca dimostra che i geni possono influire sull'entità della dipendenza - scrivono gli autori - e questo implica che per le persone con diverso genotipo potrebbero essere necessari trattamenti diversi". Dunque un profilo genetico che determina bassa capacità di controllo sulle proprie pulsioni comporta una maggiore difficoltà di uscita dalla dipendenza e la necessità di un sostengo medico supplementare. Nuove speranze per i recidivi.

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