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Beffa Monti-Cameron: risata in faccia alla Merkel

Mario duro: "Noi chiediamo solo una governance della crisi migliore". Sberleffo a Berlino: col premier inglese siparietto in stile Angela-Sarkozy

Giulio Bucchi
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Una mazzata nel suo stile, sobrio e gelido: "Non chiedo nulla alla Merkel, se non una governance dell'Eurozona migliore". Mario Monti, a Londra per il vertice con il premier inglese David Cameron, spende poche parole sulla crisi dopo quelle rilasciate a Osservatore Vaticano e Radio Vaticana. Una conferenza stampa d'introduzione al faccia a faccia stringata, in cui però arriva la sciabolata a Berlino, che anche oggi per bocca del portavoce della cancelliera ha ribadito che il premier italiano, ad Angela, non ha mai chiesto nulla. "L'Italia non chiede niente a nessuno - ha confermato poi Monti, sornione -. Noi non chiediamo nulla alla Germania ma va migliorata la governance dell'Eurozona che non è adeguata alla sfida, le regole e la disciplina". Lo sberleffo - Massima beffa alla cancelliera, il siparietto tra Monti e Cameron che ha ricordato a molti dei presenti a Downing Street l'analoga scenetta che qualche mese fa vide protagonisti Sarkozy e la stessa Merkel. Allora, al giornalista che a Bruxelles chiedeva un giudizio su Silvio Berlusconi, i due leader con poca creanza risposero con una strizzatina d'occhio reciproca e un sorrisetto malizioso, come a dire: "Meglio non parlare". Oggi, contrappasso feroce, al centro dello sberleffo c'è finita Angela. Quando hanno dalla stampa se la Merkel possa fare qualcosa contro la crisi, Cameron ha sorriso un po' imbarazzato e dopo un paio di secondi di silenzio chiede al premier italiano se vuole essere lui a rispondere per primo. Monti è impassibile e, in inglese, risponde, con malcelata ironia: "Con piacere, primo ministro", scatenando le risate dei giornalisti. Poi via alla mazzata. Il siparietto di Merkel e Sarkò: guarda il video su LiberoTv Bene lo spread - Di fatto, il professore pur ribadendo il ruolo centrale della Germania nell'euro ha chiesto a gran voce una modifica dei meccanismi di salvataggio dei paesi in difficoltà e un'apertura immediata e decisa agli eurobond, unico strumento per spalmare il debito dei singoli stati sull'area euro. La Merkel si oppone, e "questo problema -  per Monti - è riconosciuto da tutti e dai mercati". E mentre l'agenzia Fitch ha confermato il possibile downgrade del rating italiano di due livelli entro gennaio (dipenderà dalla decisioni dell'Europa, fanno sapere) e Moody's avverte che nel 2012 sarà recessine, se non altro le parole piuttosto decise di Monti unite alle dure critiche del presidente Sarkozy ad Angela, hanno dato un'indicazione: la Merkel non può più andare per la propria strada. E lo spread lo conferma: nonostante i cattivi segnali, il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi rimane stabile sotto i 470 punti.

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