Milano, 28 apr. - (Adnkronos) - Gli strumenti della finanza a servizio dell'artigianato italiano e della dignita' del lavoro. Una contraddizione in termini? Certo potrebbe sembrarlo, soprattutto quando, come accade troppo spesso di recente, la finanza si presta al gioco della speculazione. Ma per Brunello Cucinelli, il re del cachemere, umbro e di profonda fede benedettina, matricola a Piazza Affari, e' piuttosto una sfida, una scommessa. Per sostenere la sua terra, i suoi lavoratori, i suoi artigiani. E assicurarle un futuro prossimo. Ecco allora la scelta della Borsa dove, nel giorno del debutto, il 27 aprile, con un prezzo fissato di 7,75 euro per azione, Cucinelli fa il botto: +35% in avvio, sospesa per eccesso di rialzo, per chiudere a 11,6 euro (+49,7%). "Non nascondo che la quotazione vorrebbe essere d'aiuto alla mia terra e ai nostro artigiani" afferma Cucinelli, che tiene a ricordare che, nel cda dell'azienda siede anche un monaco, Cassan Folsom (padre Cassiano). "E' il mio padre spirituale - spiega - che ha ho voluto perche' verificasse che noi non si faccia mai male all'uomo". Ecco allora che "se un artigiano prende 980 euro al mese, non e' cosa possibile. Ecco perche' vorrei sostenere "artiginato che e' molto prezioso e vorrei sostenerlo pagandolo qualcosa in piu'". Per esempio, "quando un capo esce dall'azienda a 350 euro e va in vendita in via della Spiga o Faubourg Saint Honore' a 1000, ci sono 60 euro di manualita'. Ora, se decidiamo di pagarne 90, in fondo, non cambia nulla". E per fare un esempio, l'imprenditore ricorda "uno dei miei artigiani. Ha 27 anni, e' un fabbro e oggi gira e ora gira con la sua Bmw Spider, ha la sua bottega, molto carina, ha la forgia e l'iPad, dove ti fa vedere il prodotto sviluppato". (segue)




