Milano, 22 apr. - (Adnkronos) - In un mondo in veloce cambiamento, dove l'asse si sta spostando sempre piu' verso il Brasile e il mondo asiatico, puntare sul prodotto e sulla ricerca e' essenziale per restare in campo a giocarsi la partita nell'agone mondiale. Ne e' convito l'amministratore delegato di Driade, Elisa Astori, che in occasione del Salone del Mobile, spiega all'ADNKRONOS: "Dobbiamo essere ovunque con la testa, ma anche molto fedeli alla nostra identita'. Il mondo che si muove e' quello del Bric, ovvero Brasile, Russia, India e Cina; e' quello asiatico. Stiamo sempre piu' approcciando la loro clientela. Ma se il nostro sta implodendo, e' in decadenza, bisogna pero' comunque scommettere sull'Europa. Il mercato italiano e' pur sempre il nostro primo mercato, ma e' particolarmente malato. C'e' pero' un'Europa piu' sana come la germania. L'altro mondo piu' europeo come la Russia sta dando molte soddisfazioni. E cosi' anche il Brasile, la Cina, l'Indonesia". Certo, ammette l'ad di Driade, "col nostro vecchio mondo era piu' facile rapportarsi perche' si trattava di una clientela che fruiva e godeva della cultura dell'abitare tipicamente occidentale. L'altro mondo per adesso e' soltanto molto curioso, ma anche molto veloce e capace. Quindi l'energia che non ha piu' il nostro la prendiamo da li'". Insomma, secondo Elisa Astori, "i confini non esistono piu', bisogna essere ovunque con la testa, ma molto fedeli al proprio progetto e alla propria identita'. Dunque la ricetta, crisi o non crisi, e' fare cose belle, perche' l'arte di abitare riteniamo sia la sola risposta che si possa dare". Per altro, in un mondo che pullula gia' di una gran quantita' di attori, e' bene tenere conto che tra non molto tempo a questi se ne aggiungeranno di nuovi, ovvero quanti oggi acquistano il made in Italy e domani, invece, diventeranno produttori: "il nostro e' un mondo dove ci sono tantissimi attori e ce ne saranno ancora di piu', perche' Brasile e Russia oggi comperano i nostri prodotti, tra un po' saranno in grado di produrli. Dunque non possiamo dare per scontato che avremo sempre la palmares. Dobbiamo tenerci svegli e attenti, alla ricerca del 'bello secondo noi'. La chiave di tutto e' rappresentata dalla ricerca e dal prodotto, perche' non abbiamo piu' bisogno di nulla in Europa, mentre loro hanno ancora bisogno di qualcosa. Ma d'altro canto, ci sono tanti che la possono offrire: solo qualcosa di particolarmente bello dal punto di vista del segno e del messaggio puo' consentire di andare avanti alla moltitudine di aziende che siamo. Quindi la ricerca e la fantasia al potere sono la nostra risposta". (segue)




