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Homo publicus

30 Marzo 2016

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Filippo Facci

Facci visto da Vasinca

Se avete perso la querelle tra Fbi e Apple, dove la prima chiedeva alla seconda di sbloccare l' Iphone di un terrorista, non vi siete persi granché. L' Fbi, comprensibilmente, si appellava a motivi di sicurezza e poi al timore di creare un precedente negativo nella lotta al terrorismo, mentre Apple, comprensibilmente, si appellava alla privacy e poi al timore di creare un precedente nella lotta per salvaguardia dei dati personali. Alla fine è spuntata una soluzione che ha evitato cause legali ma ha raggelato un po' tutti: una società di cybersicurezza israeliana è riuscita a sbloccare il cellulare per conto dell' Fbi, il che significa anzitutto che è possibile (la stessa Apple negava di esserne in grado) e significa che uno Stato può immettersi nelle tue cose al pari di hackers e criminali. Ovviamente ferve il dibattito: fingendo che la battaglia non sia persa da un pezzo. Gli Usa, tramite Nsa, sono la stessa nazione che ha controlla l' 80 per cento delle telefonate mondiali (compreso il cellulare della Merkel, ricorderete) e in cui Google, Facebook e Whatsapp archiviano dati sui nostri gusti personali. Siamo «tracciabili» come bistecche (cellulari, chat, foto, webcam, email, telepass, movimenti fisici o contabili) e in Italia ci siamo pure inventati un redditometro a cui dobbiamo giustificare tutto.
«L' uomo moderno ha rinunciato a essere felice in cambio di un po' di sicurezza», disse un certo Sigmund Freud nel 1929. E non aveva neanche l' Iphone.

Filippo Facci
@FilippoFacci1

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Commenti all'articolo

  • vency85

    30 Marzo 2016 - 19:07

    Chi non ha niente da nascondere - chi non è un criminale, o comunque fuori-legge - non ha niente da temere. Anzi. Si evitano equivoci. La privacy dovrebbe essere eliminata per legge. E' una scemenza.

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