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Feltri sbrocca: "Liste Pdl?Ci sono almeno 10 mignotte.Ripeto: forse voto Grillo"

Vittorio Feltri

Il direttore contro gli azzurri: "Candidati da vomito. Che senso ha la Polverini in Lazio? Volevo votare Giannino, ma non si allea con nessuno"

Andrea Tempestini
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  La sua passione per Beppe Grillo l'aveva già confessata. Ma ora Vittorio Feltri la conferma. Il fondatore di Libero e direttore de Il Giornale, a La Zanzara su Radio 24, spiega: "Sì, lo confermo, sono tentato dal voto a Grillo. Voterei Giannino ma non si è alleato con nessuno, Berlusconi l'ho sempre votato perché era il meno peggio. Ma pur di non far vincere la sinistra potrei turarmi di nuovo il naso e qualcos'altro". Poi le bordate, durissime, contro gli azzurri: "Le liste del Pdl mi fanno venire il vomito. Berlusconi ha ricandidato i soliti, con operazioni incomprensibili come mettere la Polverini nel Lazio che fa perdere i voti per la vicenda Fiorito. Ma non potevano metterla da un'altra parte, magari in Trentino?". "Almeno dieci mignotte" - E ancora, sulla Polverini, Feltri spiega che "è un respingente, perché quella storia dei soldi ha indigato tutti". Quindi nel mirino di Vittorio ci finiscono i montiani: "Poi certe persone che volevano andare con Monti, vedi la Roccella, sono state ricandidate e premiate". Quindi il siluro più esplosivo: "Non siamo mica nati ieri - ha continuato Feltri - e sappiamo che ha candidato di nuovo delle mignotte. Sì, mi riferisco alla mignottocrazia, ho visto dei nomi che immediatamente richiamano alla mignottocrazia. E' cambiato troppo poco rispetto alle aspettative, la serietà delle persone è importante. Un censimento è difficile e vedendo le liste, volando basso, mi sono saltati agli occhi i nomi di una decina di mignotte, intese come persone che si adattano a fare qualsiasi cosa, che fanno quegli esercizi che non sono titolo di merito. Non è che se io faccio una scopata allora merito un aumento di stipendio".   

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