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Alessandro Sallusti a valanga sul ragazzino eroe dell'autobus: "Caro Ramy, ecco cosa non hai capito"

Cristina Agostini
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"Ramy, il ragazzo egiziano che con le sue telefonate ha sventato la strage sul bus dirottato da un terrorista senegalese, non si accontenta della cittadinanza «per merito» ipotizzata in queste ore, ma vuole lo ius soli per tutti, cioè la cittadinanza per diritto di nascita". Peccato, scrive Alessandro Sallusti nel suo editoriale su Il Giornale, che "la sua richiesta, legittima come tutte quelle di un ragazzo, riaccende il dibattito su un tema che ha infiammato lo scorcio della legislatura precedente e che probabilmente nell'urna è costato caro alla sinistra". Leggi anche: Dopo Macron e Boldrini, Fazio all'ultima sfida contro Salvini: chi ha invitato a Che tempo che fa, proprio loro Quindi Sallusti gli spiega una cosa: "Con la sua richiesta, Ramy dimostra di non aver capito il basilare principio che lega i diritti ai doveri, cardine della nostra civiltà fin dall'antica Roma anche in tema di cittadinanza multietnica: diventare cittadino romano - cosa ai tempi molto ambita anche perché garantiva privilegi e protezione - non era un diritto, ma un percorso aperto pure a chi arrivava come schiavo". E conclude: "Ben venga anzitempo tra noi italiani a tutti gli effetti. Ma per uno come lui ce ne sono tanti, vedi il suo mancato aguzzino". "Ringrazieremo sempre Ramy per quello che ha fatto" ma "gli consigliamo di non cadere nell'italico vizio della furbizia e della continua ricerca di scorciatoie in cui siamo già campioni di nostro"

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