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Alessandro Sallusti, Trieste e la risposta a Chef Rubio: "Sciacalli, pensate all'immigrato delinquente"

Giulio Bucchi
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"Basterebbero questi numeri". Alessandro Sallusti zittisce senza mai nominarlo Chef Rubio, il cuoco-star della tv che dopo la tragedia dei due poliziotti uccisi in Questura a Trieste da un balordo dominicano ha accusato con poco tatto le nostre forze dell'ordine di "impreparazione". "Ventunmila interventi al giorno, 650mila in un mese, quasi otto milioni all'anno - gli ricorda il direttore nel suo editoriale sul Giornale -. Se le nostre forze di polizia fossero quel branco di incapaci mal addestrati, come qualche sciacallo sostiene in queste ore, nel giro di poche settimane dei centomila poliziotti in servizio resterebbe ben poco e ogni giorno avremmo un funerale di Stato". Leggi anche: "Tieni alta la guardia, perché...". Il fratello del poliziotto ucciso travolto dalla rabbia, minaccia Chef Rubio La verità, ricorda Sallusti numeri alla mano, è che "a Trieste è andato storto uno dei 4 milioni di controlli a persone che ogni anno vengono eseguiti, uno dei 16mila arresti (di cui mille in odore di terrorismo), una delle 67mila denunce". Senza dimenticare che i poliziotti "ogni minuto sono alle prese con il peggio della società e il più delle volte hanno pochi secondi per decidere se estrarre o no la pistola". "Chi siamo noi per giudicare il loro operato? Sono uomini, in divisa e armati, ma pur sempre uomini, e come tutti a volte stanchi, a volte stressati dal lavoro e dai loro problemi personali". Un dettaglio che molti, spesso a sinistra, tendono a dimenticare. "Invece che imbastire squallidi processi sommari alle forze dell'ordine - conclude Sallusti -, concentriamoci sul fatto che un immigrato delinquente ha ucciso due nostri bravi poliziotti. E giù le mani da tutto il resto".

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