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John Elkann compra Repubblica, la gola profonda: "Così gli Agnelli demoliranno Scalfari e i suoi uomini"

Marco Rossi
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Paolo Guzzanti, in un editoriale sul Giornale in edicola martedì 3 dicembre,  parla dell'acquisto del gruppo Espresso da parte di John Elkann e della Fiat. Nel frattempo, a Repubblica, dalla scorsa primavera è arrivato come direttore un uomo assolutamente estraneo al clan dei consanguinei come erano Ezio Mauro e Mario Calabresi. Si tratta di Carlo Verdelli che ha saputo riagganciare l'anima dell'antico prodotto artigianale per ristabilire una continuità che ha funzionato sia nell'immagine che su un mercato esangue. Non si sa che cosa succederà, né se Verdelli verrà sostituito da un direttore espresso dalla nuova proprietà, con molto nervosismo in redazione visto che Repubblica è già arrivata allo sciopero pochi giorni fa.  Per approfondire leggi anche: Paolo Guzzanti contro Matteo Salvini Nulla si sa delle intenzioni dei nuovi editori, i loro piani, la loro visione (editoriale) del mondo. Personalmente, penso che sarebbe una tremenda occasione sprecata, quella di abortire l'anima appena recuperata di un giornale fazioso quanto si vuole, ma che richiede una fattura artigianalmente geniale. Ci sarebbe da chiedersi, se abbia spazio oggi una editoria di sinistra capace di rappresentare quel che resta dell'antico e invecchiato popolo. Non è soltanto una scommessa giornalistica e politica, ma editoriale, dunque imprenditoriale.  Non è chiaro se oggi un tale club avrebbe potere di attrazione, ma certo è che quel materiale genetico di una sinistra snob che piace alle masse, rischia di perire nella prossima mutazione editoriale e condannerebbe la sinistra alla sua antica vocazione della pura noia ripetitiva, di cui la sinistra sta agonizzando ovunque in Europa.

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