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Luca Ricolfi sul caso Gregoretti attacca la magistratura: "Dove sarebbe il crimine?"

Caterina Spinelli
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La questione Gregoretti è tutta politica. Parola di Luca Ricolfi che non può fare a meno di notare "un margine così grande di interpretazione tra i giudici". Ma c'è di più, per il politologo più noto della tv il crimine non sussiste: "Il buonsenso richiede un minimo di saggezza. Qui stiamo parlando della modulazione dei tempi di un'operazione di sbarco dei migranti. Dov'è il crimine?" si interroga sulle pagine del Giornale in merito al caso che potrebbe vedere Matteo Salvini processato per non aver fatto sbarcare 131 migranti a bordo della nostra Guardia Costiera. Leggi anche: Gregoretti, sintesi di Antonio Socci: "Si fa processare e per la sinistra è propaganda". Salvini: "Magistrale" Tempo fa qualcosa era cambiato, la sinistra sembrava aver preso la giusta via il giorno in cui il Walter Veltroni prese in mano il Pd, in quel caso - ricorda il politologo - "Berlusconi non era più il nemico ma l'avversario". Poi tutto è tornato alla "normalità" con la stagione renziana: "Il miglioramento, chiamiamolo cosi, è svanito. Ripeto, parlo senza disporre di particolari competenze giuridiche, ma quello che so è sufficiente per capire". Tutti per Ricolfi hanno forzato la vicenda. "Solo Giorgia Meloni e Forza Italia si salvano. Solo loro hanno tenuto una posizione più chiara e meno strumentale dall'inizio alla fine. Troppa ideologia fa male e allontana la gente dall'establishment".

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