Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Bruno Vespa, i danni della burocrazia mai risolti. "Ma il governo Conte che ha fatto di nuovo?"

  • a
  • a
  • a

Bruno Vespa racconta i danni che la burocrazia italiana compie da anni. Lo fa raccontando di aver incontrato, "tre persone navigate e con larghissima esperienza di pubblica amministrazione: il ministro dell'Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi; il commissario della Protezione Civile, Domenico Arcuri e il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca". Tre testimonianze diverse, ma che hanno un unico filo comune: i danni della burocrazia: "Il ministro Manfredi ha trovato le lettere (in parte inevase) scritte al ministro precedente quando era rettore e ha constatato quanto fosse difficile rispondergli: 'Basterebbe che facessimo come nelle principali nazioni europee, dove i controlli arrivano dopo e non prima. Così le procedure sono veloci e chi sbaglia subisce sanzioni pesanti'", scrive nel suo editoriale sul Giorno. Ricorda anche quando Arcuri si è mosso con le regole dell'emergenza, senza gare d'appalto. "Avessi dovuto seguire le procedure ordinarie, saremmo morti tutti", ha raccontato il commissario. O come quando De Luca gli ha spiegato "i vincoli surreali con cui il ministero dell'Ambiente blocca per anni lavori per migliorare il traffico portuale a Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia".

 

 

Vespa si dichiara sconsolato, ma anche il tempo di criticare il governo Conte per non aver fatto molto per sanare questa situazione: "Ma se certe norme e certe procedure sono autolesionistiche, i burocrati ci mettono del loro. D'altra parte quale potere avrebbe un usciere se lasciasse passare tutti? Queste riforme non costano nulla e potrebbero dare al Paese una spinta sorprendente. Ma non ci pare di averle viste nel pur lodevole decreto semplificazione. Ci siamo distratti?", si domanda ironico il conduttore di Porta a Porta. 

Dai blog