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Alberto Zangrillo sul coronavirus: "Il problema non sono le terapie intensive, avremmo già perso"

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Dopo l'incremento dei contagi da coronavirus e l'ipotesi lockdown avanzata dal microbiologo Andrea Crisanti e di fatto non smentita da Giuseppe Conte, ecco che Alberto Zangrillo vuole fare chiarezza. "Come sostengo da almeno sei mesi insieme ai colleghi che di mestiere curano i malati - cinguetta con tanto di schema alla mano -, il problema non sono le terapie intensive. Quando arriviamo li abbiamo già perso".

 

 

Da una parte il direttore del reparto di Terapia Intensiva del San Raffaele di Milano frena gli allarmismi del governo, dall'altra lancia un monito. Per ora infatti - a detta del medico personale di Silvio Berlusconi - le cifre non fanno pensare al peggio, perché non si registra un'emergenza ospedaliera. Ma questa potrebbe arrivare. Il bollettino di ieri, 14 ottobre, contava 539 persone in terapia intensiva con una crescita di 25 unità. Numero che non deve essere preso sottogamba. Questo Zangrillo lo sa. Come sa, e sostiene, che parlare di lockdown adesso è fuori luogo.

 

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