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Massimo Cacciari sui ballottaggi: "Il centrosinistra festeggia? Perché non capiscono nulla"

Massimo Cacciari

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"Nessuno più rappresenta il disagio e la sofferenza delle persone": il quadro che vien fuori dalle ultime amministrative è piuttosto desolante secondo il filosofo Massimo Cacciari. A vincere, infatti, non è stata nessuna parte politica. L'unico ad aver trionfato è l'astensionismo. Ecco perché, stando a Cacciari, la sinistra - pur avendo conquistato diverse città, tra cui Roma, Milano, Bologna, Torino e Napoli - non ha proprio nulla da festeggiare: "Ora questo risultato verrà venduto dal centrosinistra come un grande successo ma per capire che cosa significa politicamente basta pensare che se questo voto fosse quello di un referendum sarebbe da annullare".

 

 

 

Sentito da True-News, il filosofo ha sottolineato che, davanti a queste percentuali di affluenza, è preoccupante anche la risposta data da politici e partiti: "La politica ormai se ne frega e continuerebbe a farlo anche se gli italiani a recarsi alle urne fossero 15, è questo l’unico elemento politico di riflessione che mi suscita questo voto”. Poi un'ulteriore riflessione: "Abbiamo livelli di astensione da Paese in cui o funziona tutto o non funziona nulla. Secondo voi quale delle due tipologie è l’Italia?".

 

 

 

L'astensionismo, secondo Cacciari, si spiega col fatto che sono stati i poveri e gli emarginati a rinunciare al voto, probabilmente perché non si sono sentiti rappresentati da nessuno: "Le stesse aree dove il voto di protesta ha trainato la corsa di Matteo Salvini due anni fa, o quella del Movimento 5 Stelle nel 2013 e nel 2018, ora sono diventate bacini dell’astensionismo di massa".

 

 

 

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