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Andrea Giambruno, si muove l'Ordine: quale pena può colpirlo

Brunella Bolloli
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Se le telecamere della tv sono al momento spente su Andrea Giambruno, l’ex compagno di Giorgia Meloni che si è autosospeso per una settimana dalla conduzione a Mediaset, su di lui si sono accesi però i fari dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, e non è una bella notizia. Due sono infatti gli esposti che mirano a vedere chiaro in merito ai comportamenti giudicati sessisti, volgari e irriverenti che il conduttore di Diario del giorno, su Rete4, avrebbe messo in atto nei confronti di alcune colleghe di studio. Alla commissione Pari Opportunità (Cpo) della Federazione nazionale della Stampa (Fnsi) non sono andate giù le frasi pronunciate da Giambruno nei fuori onda trasmessi da Striscia la Notizia, gli atteggiamenti da “piacione” incurante della bassa frequenza tv, le millanterie su presunte avventure doppie e triple che, peraltro, fanno a cazzotti con il rigido codice etico ben presente a tutti i dipendenti Mediaset.

Il 42enne fiero della sua chioma folta ha già spiegato che si è trattato di battute, guasconerie che nulla hanno di vero e sono state dette con leggerezza (troppa), senza l’intenzione di offendere le donne, però oltre all’esposto della Commissione Pari Opportunità ieri è arrivato anche quello del Consiglio dei giornalisti della Lombardia al proprio Consiglio di disciplina territoriale e insieme alla precedente segnalazione avanzata sempre dal Cpo sulla questione relativa alla frase «Se vai a ballare hai tutto il diritto di ubriacarti, ma se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi», la situazione si complica.

In sintesi, il plotone di esecuzione dei colleghi dell’Ordine è già pronto a schierarsi per la punizione esemplare al pubblicista chiacchierone e “maneggione”. Tutta la procedura è in capo ai nove giornalisti che compongono il Consiglio di disciplina, inflessibili ed esperti di questioni giudiziarie, i quali dovranno, in maniera autonoma, emettere il verdetto sull’ex del premier e decidere l’eventuale sanzione da infliggergli: dall’avvertimento, alla censura, fino alla radiazione.

Intanto prosegue l’indagine interna a Mediaset dove però nessuno tifa per il licenziamento del collega: Andrea ha sbagliato, è la voce corrente tra i cronisti, ma mandarlo a casa sarebbe una pena esagerata, dettata dal clamore dei protagonisti, e ai pochi amici che sono sono riusciti a sentirlo, lui ha ammesso senza tanti giri di parole di stare «da schifo». Da solo, dopo che Giorgia l’ha lasciato, rintanato al centro commerciale come ha fatto sabato pomeriggio, o nella stanza di un hotel dove alloggia quando sale a Milano per lavoro. Mentre a Roma il progetto era di trasferirsi con la compagna e la piccola Ginevra in una mega villa con piscina in costruzione al Torrino, e invece. Cosa accadrà adesso? Dal punto di vista della carriera, nata come autore televisivo ed esplosa negli ultimi anni come conduttore e volto di punta di Rete4, si tratta di aspettare. Le decisioni dell’Ordine e quelle dell’azienda e potrebbero volerci anche mesi. Per questa settimana al posto di Giambruno a Diario del Giorno si intervallano Manuela Boselli, Luigi Galluzzo ed è possibile che diversi volti ruotino alla guida del programma. 

Per la prossima si vedrà. Meglio attendere che si calmino le acque. Tanto più che a sinistra, com’era prevedibile, cavalcano la vicenda per attaccare le politiche del governo sulla famiglia ed elogiare la maternità surrogata. Da Repubblica a La Stampa è un tripudio di analisi e critiche a Giorgia Meloni che, facendo prevalere la ragion di Stato e lasciando il padre di sua figlia, «ha fatto un gesto femminista», però lei non lotta abbastanza per le donne, «non ha un senso collettivo dell’emancipazione». Che detto a una che è leader del primo partito e ha infranto il muro di cristallo di Palazzo Chigi, è abbastanza ridicolo. Un po’ come l’autogol della dem Debora Serracchiani, in Aula alla Camera, che accusò la premier di volere le donne un passo dietro gli uomini. E Meloni la fulminò così: «Mi guardi, onorevole, le sembra che io stia un passo dietro agli uomini?».

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