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Maurizio Landini, lo schiaffo della Cisl: "Su Maduro ideologismo imbarazzante"

di Michele Zaccardivenerdì 9 gennaio 2026
Maurizio Landini, lo schiaffo della Cisl: "Su Maduro ideologismo imbarazzante"

3' di lettura

Ed è su Maduro che si registra l’ultima, ennesima, presa di distanza della Cisl dalla Cgil. Del resto, da sempre il sindacato guidato da Daniela Fumarola è attento a mantenere un approccio pragmatico e dunque non ideologico. Insomma, non poteva che essere sulla simpatia dichiarata da Maurizio Landini verso il regime venezuelano la nuova frattura tra le due sigle. «Credo che oggi stupisca soprattutto il radicalismo politico e sociale che continua a leggere il mondo con categorie superate o che ancora insegue miti condannati dalla storia» dice Fumarola intervistata da il Foglio, rispondendo appunto alla domanda sulla presa di posizione del segretario generale della Cgil a favore del presidente del Venezuela Nicolas Maduro catturato con la moglie il 3 gennaio dall’esercito Usa e ora rinchiuso a New York in attesa di giudizio. «Basterebbe parlare con una qualsiasi famiglia venezuelana o cubana per capire che si tratta di una deriva antioccidentale più identitaria che solidale. Più ideologica che utile ai popoli che pretende di difendere» prosegue Fumarola. «Nel caso del Venezuela» precisa «poi il punto è semplice. Non esiste simmetria possibile tra chi ha sfregiato la democrazia, falsificato elezioni, calpestato sistematicamente diritti e chi, pur con metodi discutibili, ne denuncia il fallimento. La Cisl, su questo, non ha mai avuto ambiguità. Senza libertà sindacale non c’è giustizia sociale, e Maduro ha scientemente distrutto entrambe».

CONTRADDIZIONI
Come a dire: le contraddizioni di Landini sono palesi. E ancora Fumarola sul segretario Cgil: «Trovo che sia ideologismo politico. In Venezuela, come in Iran e purtroppo in tanti altri regimi, il sindacato deve invece stringere le reti della solidarietà internazionale e promuovere processi di democratizzazione per sostenere popolazioni che si ribellano a feroci dittature». Quanto alla situazione in Venezuela la leader della Cisl guarda a «María Corina Machado, che rappresenta una domanda autentica di libertà, partecipazione, ricostruzione. Ecco, è lì che bisogna guardare, e non a salvatori esterni». «Il Venezuela non è l’Iraq» argomenta Fumarola «perciò non serve una “giunta” trumpiana. L'infrastruttura sociale è avanzata. Serve semmai fermezza sui valori, rifiuto della violenza, apertura al dialogo internazionale. E una leadership venezuelana direi patriottica, che parli al paese reale, senza nostalgie ideologiche».

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Parole, quelle pronunciate da Fumarola, che si inseriscono alla perfezione nella situazione attuale. Perché, tra le varie manifestazioni e scioperi di questo inizio anno, c’è pure un corteo pro-Maduro dell’Unione sindacale di base (Usb). Insomma, comincia così l’anno dei sindacati italiani. Perché oggi riparte il teatrino degli scioperi. Con un antipasto servito ieri, con il fermo di bus, tram, treni e metro a livello locale, provinciale e regionale proclamati da varie sigle sindacali. Ad esempio, uno sciopero del settore aereo a Venezia e Treviso (dalle 11:30 alle 15:30), uno del trasporto pubblico locale a Bolzano (dalle 16 alle 20), l’astensione del trasporto pubblico locale Eav a Napoli per 24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia e iniziative simili in Abruzzo.

FRONTE CRITICO
Ma le proteste dureranno fino a domenica. Comme al solito, il primo fronte critico è quello dei trasporti. Oggi si ferma il trasporto aereo con mobilitazioni nazionali dei lavoratori di Vueling Airlines (dalle ore 10 alle 18), EasyJet (per 24 ore) e Assohandler (dalle 13 alle 17). A Milano la Filt Cgil ha promosso lo sciopero di Swissport Italia per 24 ore, con possibili disagi ai check-in, imbarchi e gestione bagagli. La protesta proseguirà anche sul fronte ferroviario. Dalle ore 21 di venerdì 9 alle ore 21 di sabato 10 gennaio 2026 è stato proclamato uno sciopero nazionale da alcune sigle sindacali autonome che interesserà il gruppo Fs italiane, con possibili effetti su cancellazioni e ritardi anche al di fuori dell’orario ufficiale. Per il trasporto regionale sono garantite fasce essenziali (dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 di sabato 10 gennaio). È poi previsto uno sciopero nazionale di 8 ore del personale Rfi, sempre tra le 21 del 9 e le 21 del 10. Ma le agitazioni investiranno anche il mondo della scuola, con possibili sospensioni delle lezioni o funzionamento ridotto delle attività didattiche nei nidi, scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori. Docenti e personale Ata di istituti pubblici, comunali e privati, di ogni ordine e grado, sono chiamati a fermarsi in entrambe le giornate: lo sciopero è stato promosso dalle organizzazioni sindacali Flp e Conalpe le confederazioni sindacali Confsai e Csle. Sciopererà anche il personale del ministero dell’Istruzione. Questo mentre domani, a Roma, ci sarà un corteo di solidarietà per Maduro a cui parteciperà anche l’Usb.