"Papà, che era un fascistone, voleva proprio quello. Mamma invece scelse Riccardo. Gli propose di lasciar decidere alla sorte, estraendo un bigliettino su 10. Lui barò: su 9 ci scrisse Benito". Ricky Memphis - al secolo Riccardo Di Pasquale - non si nasconde, in barba al politicamente corretto. In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, racconta un aneddoto che riguarda suo padre. Il suo "vecchio" era un estimatore del Duce. E voleva chiamarlo proprio come lui: Benito. "Però uscì Riccardo. Un segno del destino. Ma lui mi chiamava lo stesso Benito", aggiunge l'attore romano.
A quel punto l'intervistatore gli chiede se col padre abbia in comune le idee politiche: "Stesse idee di papà?". "Sono cresciuto in tutto un altro ambiente: di sinistra, popolare, comunista. Per emulazione e quieto vivere mi dichiaravo così anch’io - la sua replica secca e diretta -. Ma quando ho cominciato a ragionare con il mio cervello ho cambiato direzione".
Come spiega lo stesso Ricky Memphis, è rimasto l'ultimo dei romani autentici. Mentre un tempo gli argomenti al bar erano "calcio, donne e politica", oggi quest’ultimo argomento di discussione e confronto sembra essere uscito dai suoi radar. "Ho capito alcune cose, mi sono disamorato e ho detto basta", rivela.