Libero logo

Tomaso Montanari, il retroscena: è il consigliere di Elly Schlein

di Alessandro Gonzatomartedì 20 gennaio 2026
Tomaso Montanari, il retroscena: è il consigliere di Elly Schlein

4' di lettura

Ha la sicumera di Sigfrido ma sembra meno paffuto di Ranucci, il quale con gli occhiali sarebbe il fratello di Tomaso con una “emme”. Che di nome fa Montanari, professione maître à penser dei programmi antifascisti, non quelli del Pci, ma della Gruber, di Formigli e Floris, comunque rosso fuoco. Invero il fiorentino Montanari è anche uno storico dell’arte e il rettore dell’Università per stranieri di Siena, dove i forestieri sono gli stessi di quando s’è insediato ma gli iscritti sono crollati, come lo spread che con «le destre» al governo doveva schizzare alle stelle ma è più basso di un barboncino.

Il rettore è arrivato a giugno ’21 e gli studenti erano 2.072: sotto la sua guida sono scesi a 1.659, oltre 400 in meno. Il fuggi-fuggi riguarda soprattutto il corso di mediazione linguistica e culturale. È la legge del contrappasso: la sinistra ha riempito il Paese di stranieri e questi scappano dalle aule del nuovo campione della sinistra, da poco Rasputin di Elly per la compilazione delle liste di proscrizione, ma ci arriviamo. Calano gli iscritti però Tomaso, 55 anni, ha comunque di che consolarsi: «I 5Stelle», ne fa un vanto, «hanno costruito una parte importante del loro programma sulla cultura partendo dai miei libri».

Pina Picierno, scossone al Pd: "Montanari, cattedra in fuffologia. Schlein che dice?"

Chi comanda nel Partito democratico? La segretaria Elly Schlein o Tomaso Montanari? Lo si capirà molto presto, vi...

Peccato non fossero di storia senza l’arte (ma pure di geografia o grammatica): Dibba Di Battista, il Che Guevara del congiuntivo, ha scambiato Auschwitz per Austerlitz; Pinochet, per Di Maio, era venezuelano, e Giggino ha trasformato il presidente cinese Xi Xinping in Mister Ping; Pinochet è diventato Pino Chet, nome e cognome, autrice del capolavoro l’allora senatrice Paglini. Per Carlo Sibilia, uno dei sottosegretari al ministero dell’Interno, i Mille sbarcarono a Quarto, e sempre per il Sibilia – con una “elle” in più e una “i” in meno era Cumana – «la moneta è un’unità di misura e può essere creata in qualsiasi momento. Dire che esiste una crisi monetaria è come dire che non c’è la lunghezza perché mancano i metri. Non facciamoci fregare!». Prudenza, dunque.

Se i libri del rettore fossero stati di fantascienza si spiegherebbe il tunnel del Brennero di Toninelli con una sola “enne”. Montanari ha capito che con la cultura si mangia solo un po’ – non come i 5Stelle... – e ha deciso di buttarsi nel buffet delle analisi sociopolitiche. Alcune a salto: «Meloni è in compagnia di una manica di mostri, dovremmo svegliarci prima che sia troppo tardi» (18 gennaio 2026, ospite di “Otto e mezzo”); nello stesso consesso ha affermato che la Meloni «è fascista come Orbán e Milei, vuole abbattere la Costituzione»; 31 maggio 2021, video-editoriale per MicroMega: «Stiamo brutalmente sottovalutando il rischio di un ritorno dei fascisti al governo, di un esecutivo che vada da Meloni a Salvini»; 8 novembre 2025, assemblea di Collettiva: «Meloni sui sindacati usa le parole di Mussolini, ora è il momento di resistere»; l’estate scorsa, prima dei referendum della Cgil, sbraitava che c’era in gioco la democrazia, e però dato il risultato tragicomico devono esserci tanti sostenitori del pelatone pure tra i progressisti. Montanari è una sentenza.
Adesso s’è messo coi suoi dolcevita, che però non votano, a fare campagna elettorale per il “no” al referendum sulla giustizia: come potrà mai finire?

Tomaso voleva essere un po’ Sgarbi e un po’ Daverio, e invece è molto Montanari. Nove febbraio 2022, vigilia della commemorazione dei massacri delle foibe: il rettore, nella sua università, organizza il seguente convegno: “Uso politico della memoria e revanscismo fascista, la genesi del Giorno del Ricordo”. Montanari aveva già contestato «l’uso strumentale che la destra neofascista fa delle foibe». In suo aiuto, dopo le feroci critiche, sono intervenuti l’Anpi e Fratoianni, i quali chiaramente hanno peggiorato le cose. E ancora: undici settembre 2025: il democratico Montanari scrive su Instagram che lui all’università non inviterebbe mai «quelli di Sinistra per Israele». Solo palestinesi.

Montanari chiede a Schlein di epurare i riformisti

«Viviamo un clima irrespirabile», con «alcuni che si arrogano il diritto di schernire, ridicolizzare&...

Oggi il nostro chiede alla Schlein di epurare dai Dem i riformisti. «Di Minniti il Pd s’è liberato», ha detto, e ha aggiunto che «sarebbe più facile essere credibili se non ci fossero Pina Picerno, Graziano Delrio, Stefano Ceccanti e tanti esponenti del Pd a fare campagna per il “sì” con Fratelli d’Italia. Ma», ha affondato Montanari, «aspetto fiducioso il WhatsApp che mi dirà che anche loro non fanno più parte del Pd, magari con Gentiloni, Guerini e tutti i destro-renziani che smentiscono ogni giorno la linea della segretaria Schlein». La Picierno (ma non solo) s’è incazzata come una biscia e pretende che Elly risponda a Montanari. Che intanto conduce “Report”. Pardon: risiede a La7.

Otto e Mezzo, Mieli incalza e Montanari fa scena muta: "Fascista? Chi salvi?"

Si parla della tensione sempre più crescente tra Stati Uniti e Iran a Otto e Mezzo. Nella puntata in onda mercole...