La famiglia di Francesca Albanese ha intentato causa contro l'Amministrazione di Donald Trump per le sanzioni statunitensi impostele lo scorso anno per le sue critiche alle politiche israeliane durante la guerra con Hamas a Gaza, sostenendo che queste sanzioni violano il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. In una causa depositata ieri presso il tribunale federale di Washington, il marito e il figlio minorenne della relatrice speciale dell'Onu hanno sottolineato il grave impatto che tali sanzioni hanno avuto sulla vita e sul lavoro della famiglia, inclusa la possibilità di accedere alla loro casa nella capitale.
Il dipartimento di Stato ha respinto la causa definendola "azione legale infondata" e ha difeso le sanzioni statunitensi contro Albanese definendole "legali e appropriate". "Francesca Albanese ha apertamente sostenuto l'antisemitismo, il terrorismo e si è impegnata in azioni legali contro la nostra nazione e i nostri interessi, anche contro importanti aziende americane vitali per l'economia mondiale", ha affermato il dipartimento.
Francesca Albanese, intimidazioni e insulti a FdI: vietato raccogliere firme contro di lei
La petizione contro Francesca Albanese non s’ha da fare. I pro-Pal hanno detto no, l’ennesimo di una fila in...Intanto la Francia ha fatto sapere che la posizione di Parigi nei confronti della Albanese "non è cambiata". Lo ha scritto su X il portavoce della diplomazia di Parigi, Pascal Confavreux. "Il primo ministro e il ministro per gli Affari Esteri lo hanno espresso chiaramente - ha aggiunto - le provocazioni ripetute della signora Albanese richiedono da parte sua di avere la dignità di dimettersi".




