A Che tempo che fa la parola d'ordine è una sola: non si parla di referenedum. O almeno è questa l'intenzione di Fabio Fazio che però si infrange subito sul muro dei suoi ospiti che fanno da copertina alla puntata di domenica 22 marzo. Ci pensa Massimo Giannini a legare il tema del referendum alle mosse del governo negli ultimi giorni sul fronte carburanti cercando di instillare il dubbio (del tutto infondato) che l'abbassamento delle accise possa essere legato alle urne.
Leggere per credere: "Questo provvedimento appena approvato è stato il bonus referendum. Un decreto legge ch poteva essere varato un mese fa nelle modalità con le quali è stato fatto, invece è venuto fuori tre giorni dal voto referendario. Però al di là di questo aspetto, qual è il problema? È che da un lato è una misura prettamente congiunturale, cioè mettiamo una pezza a un problema che adesso si è acuito, ma che risale indietro nel tempo". Insomma, la solita retorica per sporcare di fatto l'azione di governo mirata a dare sollievo alle tasche degli italiani.
Che tempo che fa, "americani molto fortunati": Iran, l'affondo di Michele Serra
"Gli americani sono molto fortunati, perché dovunque vanno per esportare la libertà... trovano il pet..."Noi abbiamo un problema energetico che riguarda tanto l'elettricità che usiamo in casa quanto i carburanti e i combustibili, che ci portiamo indietro da anni. Sono più di tre anni che il paese su tutte e due i fronti paga costi più elevati del resto d'Europa. Quindi questo è un pannicello caldo, casualmente dura solo 20 giorni, ma è un puro caso, non parlerò di referendum naturalmente, però dura 20 giorni. Quindi che cosa ci facciamo? Poi per carità, quando andiamo a fare il pieno siamo tutti contenti che costa 25 centesimi di meno, però se noi non affrontiamo il tema e cioè ponendoci la grande questione della scelta strategica, quindi investendo sulle rinnovabili come dovremmo fare, noi non ne usciremo". Per fortuna non ha parlato di referendum...




