E alla fine si scoprì il Ranucci predatore e pure omofobo. Il moralizzatore, sempre incensato dalla sinistra (che ora misteriosamente tace), che va a letto con le stagiste, ci prova con le giornaliste a colloquio per entrare nella magnifica squadra di Report e inoltra all’amico Valter Lavitola messaggi in cui qualcuno della sua cerchia dà del «frocio di merda» probabilmente a Federico Ruffo, ovvero il suo papabile successore alla guida del programma.
Ma andiamo con ordine. Nel libro autobiografico “La scelta”, pubblicato due anni fa, è stato lo stesso Sigfrido a raccontare nei minimi dettagli, pure sessuali, due relazioni nate tra le scrivanie della sua redazione. La prima con una giovane svizzera, Karoline, arrivata per uno stage. Prima le confidenze - la ragazza gli racconta anche di una violenza sessuale sfociata in gravidanza e infine in aborto -, poi i sentimenti. Finirà in tragedia, quando Karoline dopo aver trovato una mail ricevuta da Ranucci da tale Emilia scapperà dall’albergo e morirà investita da un suv. Ranucci ha poi smentito quanto scritto da lui stesso nel suo libro con la facile scusa del “parti reali” e “parti romanzate”. Mah.
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A dare grande spazio alle tesi complottiste e complottare di Sigfrido Ranucci su Lavitola, attentato e mandanti era stat...Ed Emilia? Nel volume si evince che è un’insegnante di scuola media, testimone inconsapevole di una truffa ai danni dell’istituto. Dopo aver letto l’anticipazione di un’inchiesta di Ranucci sulla Banca Popolare di Milano, gli scrive per offrirgli informazioni. Si incontrano e, a sentire Sigfrido, mentre pranzano le loro mani “si cercano e si trovano sulla tovaglia”. La seconda volta? “Finiamo direttamente in un motel”. Ora, c’è pure un terzo capitolo. È in una lettera inviata dalla giornalista Angela Camuso al Tempo. Racconta di quando, nel 2018, si era presentata a colloquio da Ranucci per lavorare con lui. Sigfrido pare fosse più interessato all’aspetto fisico della donna che alla sua professionalità.
Ecco qualche messaggio che le inviò: «Stai in formissima in questa foto», «L’unica cosa che mi porto dietro è il tuo sguardo luminoso». Capito? Senza tralasciare gli inviti serali (tutti rifiutati da Camuso). Scrive poi di un nuovo incontro, dopo che per Report non se ne fece nulla, la giornalista nella sua missiva pubblicata ieri dal Tempo: «Di recente, l’ho pure chiamato per la sua partecipazione al talk dal vivo della rassegna cinematografica “Schermi di Piombo” che ho condotto quest’estate: il conduttore di Report in quel momento era ancora icona indiscussa dell’Antimafia e la produzione della kermesse ci teneva, giustamente, alla sua presenza. Per questo motivo, caro Ranucci, ti chiedo perdono se ti dico queste cose solo adesso e in questa maniera, anche perché posso dire, per esperienza, che non sei l’unico predatore del genere e lo so bene sin dall’università».
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Smentita dall'avvocato di Sigfrido Ranucci la notizia secondo cui il giornalista non avrebbe più querelato la...Pure Selvaggia Lucarelli, nei giorni scorsi, ha detto di una sua amica che ha lavorato con Sigfrido «ed è testimone diretta di una gestione poco professionale dei rapporti con l’altro sesso, lei compresa». Intanto, scoppia un nuovo caso omofobia, dopo la “lobby gay” citata nelle chat tra Ranucci e Maria Rosaria Boccia. Ci sarebbero altre chat, presenti nelle carte delle indagini e riportate dal sito MowMag, in cui un “mister x” scrive così a mister Report: «Quel frocio di merda ormai sta culo e camicia con tutti loro». E ancora: «Ha incontrato braccio destro della Meloni per Report. Stai facendo di tutto per passargli il testimone. Porca troia Sigfrido passare nelle mani sue».
«Come fanno le femministe di sinistra a stare in silenzio?», si chiede la senatrice di Fratelli d’Italia Ester Mieli. «Quale credibilità può avere chi combatte disparità e cultura maschilista solo a giorni alterni?», è la domanda retorica che invece pone Susanna Donatella Campione, anche lei senatrice di Fratelli d’Italia. La vicepresidente della Vigilanza Rai, la deputata meloniana Augusta Montaruli, attacca: «Mi chiedo se la sinistra e i collettivi femministi continueranno a voltarsi dall'altra parte». L’unica, a sinistra, a esprimersi è Pina Picierno: «I comportamenti di Ranucci sessisti e patriarcali e deontologicamente inaccettabili».




