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Jannik Sinner, parla l'esperto: "Problema al ginocchio? Ecco la verità"

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venerdì 21 agosto 2026
Jannik Sinner, parla l'esperto: "Problema al ginocchio? Ecco la verità"

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Jannik Sinner ha annunciato la sua assenza agli Us Open, a causa dell'infortunio al ginocchio che ha complicato le sue ultime settimane. La notizia che il mondo del tennis, non solo italiano, non voleva leggere ci dice che "quando un tennista accusa una sintomatologia dolorosa in assenza di traumi acuti, come distorsioni o cadute, la diagnosi più probabile è una patologia da sovraccarico funzionale, nota come 'overuse'. Il tennis moderno, caratterizzato da scambi ad altissima intensità, continue frenate e violenti cambi di direzione, genera forze di taglio e compressione ripetute che possono superare la capacità di auto-riparazione biologica dei tessuti. Contrariamente a quanto si possa pensare, la maggior parte degli infortuni in questo sport colpisce gli arti inferiori, che rappresentano tra il 30% e il 65% della totalità dei traumi nel circuito d'élite, superando nettamente le problematiche a carico di spalla e gomito. Tra questi, gli infortuni al ginocchio interessano circa il 10-15% della casistica globale e nel 60-70% dei casi sono legati a microtraumi ripetuti e a un'usura progressiva, piuttosto che a incidenti traumatici isolati". L'analisi per l'Adnkronos Salute è di Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa).

Quali sono le patologie da 'overuse' più frequenti? "Spiccano le tendinopatie, come quella rotulea (il cosiddetto ginocchio del saltatore) e quadricipitale, in cui il dolore è solo la punta dell'iceberg di un processo degenerativo complesso che richiede settimane per regredire senza innescare recidive. Altre problematiche - prosegue - possono coinvolgere la cartilagine articolare o i menischi; le lesioni degenerative di questi tessuti, provocate dalle continue sollecitazioni e torsioni, nei casi più gravi possono associarsi a un edema dell'osso subcondrale, dilatando ulteriormente i tempi di recupero". Giusta la decisione di rinunicare allo slam americano? "Sottolinea l'urgenza di completare un protocollo riabilitativo multimodale e personalizzato, evitando lo stress di una competizione estrema. In questa fase - chiosa Bernetti - risulta molto importante impostare un progetto riabilitativo individuale estremamente personalizzato e adatto alle caratteristiche di ogni singolo atleta".

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Quali sono i trattamenti? "L' importanza dell'idrochinesiterapia, poiché l'esercizio in acqua consente di mantenere il tono muscolare e la mobilità riducendo drasticamente l'impatto gravitazionale sull'articolazione. Può inoltre essere sfruttata la sinergia con terapie fisiche strumentali come onde d'urto focali, laserterapia ad alta potenza e campi elettromagnetici pulsati, questi ultimi particolarmente efficaci nel riassorbimento dell'edema osseo. Parallelamente, trovano ampio impiego le terapie infiltrative di ultima generazione sotto guida ecografica, che spaziano dai nuovi formulati a base di acido ialuronico per tendini, menischi e cartilagini, all'ozonoterapia, in grado di garantire una potente azione antinfiammatoria, antiedemigena e analgesica senza gli effetti collaterali dei corticosteroidi".

Ci sono altre soluzioni? "A scopo strutturale possono essere infiltrati dispositivi a base di collagene per favorire la riparazione meccanica della matrice extracellulare di fibre tendinee e legamentose, mentre il Plasma ricco di piastrine (Prp) viene impiegato per stimolare attivamente i processi biologici di riparazione cellulare. La gestione medica di un atleta - risponde il medico-fisiatra - di vertice impone la capacità di anteporre la longevità della carriera al calendario agonistico; affidarsi a trattamenti riabilitativi mirati e a protocolli di esercizio basati su valutazioni biomeccaniche concede alle strutture il tempo biologico per sfiammarsi e rigenerarsi, abbattendo il rischio di cronicizzazione e garantendo il ritorno alla performance nella massima sicurezza".

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