Venezia, 19 dic. - (Adnkronos)- Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all'unanimita' la legge per la riduzione e il controllo delle spese delle istituzioni regionali, dando cosi' immediata applicazione alla legge 213 approvata il 7 dicembre dal Parlamento. Il testo, firmato dai membri dell'Ufficio di Presidenza di palazzo Ferro-Fini e dai capigruppo di Pdl, Lega, Pd, Idv, Udc e della lista Bortolussi, adegua indennita' e rimborsi dei consiglieri e spese dei gruppi consiliari alle disposizioni del decreto del Governo 174 sul contenimento dei costi della politica nelle Regioni (convertito in legge il 7 dicembre). Relatore in aula il capogruppo del Pdl Dario Bond, che ha messo in luce come il Veneto sia la prima Regione ad adeguarsi alle nuove norme di risparmio concordate tra Governo e Regioni in sede di Conferenza Stato-Regioni. Le riduzioni previste riguardano lo stipendio dei consiglieri e le spese per i gruppi, ma non i vitalizi (come previsto dal decreto legge 174) perche' il Consiglio regionale li ha gia' aboliti un anno fa, con decorrenza a partire dalla prossima legislatura. Ne' ci sono novita' per gli assegni di fine mandato (il Tfr dei consiglieri), perche' il Veneto, anticipando i contenuti della legge nazionale, ne ha gia' stabilito l'importo massimo in una mensilita' l'anno per non piu' di dieci anni di mandato consiliare. Per quanto riguarda lo stipendio dei consiglieri, il testo di legge approvato riduce l'indennita' di carica mensile (dagli attuali 7.707,37 a 6.600 euro) e rimodula l'indennita' di funzione (elemento della retribuzione legato all'incarico ricoperto all'interno dell'istituzione), stabilendo un tetto massimo di 2700 euro lordi per i presidenti di Giunta e Consiglio e minimo di 2100 per vicepresidenti e segretari di commissione e revisori dei conti. (segue)




