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Monti candidato, Bersani freddo: "No a maggioranze strane, decideranno gli italiani"

Giulio Bucchi
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  Mai più maggioranze "strane", ora ne serve una "vera e coerente". Pierluigi Bersani accoglie con una certa freddezza l'apertura di credito di Mario Monti che senza citare mai il Partito democratico l'ha coinvolto nel discorso di "ampie maggioranze intorno all'agenda Monti". "Ascolteremo con grande attenzione e rispetto le proposte di Monti, sia laddove coincideranno con le nostre, sia laddove se ne allontaneranno. Quanto alle prospettive politiche, già da domani la parola passerà agli italiani". Che sa tanto di smarcamento per evitare guai in campagna elettorale, soprattutto con la fronda anti-montiana di Nichi Vendola. L'agenda di Bersani - "Quelle di Monti sono state parole serie e in qualche caso puntigliose - dice Bersani - rispondo ai suoi ringraziamenti con i miei ringraziamenti per il contributo che ha dato all'Italia guidandola fuori da un rischio di precipizio". "Lo abbiamo sostenuto con lealtà e coerenza anche nei momenti e nelle condizioni più difficili. Non abbiamo ragione di pentircene - aggiunge - Tuttavia la crisi c'è ancora e anzi è davanti alla sua fase socialmente più acuta. Forse è questo quello che è mancato di più nelle parole, pur apprezzabili, del presidente del Consiglio". La linea di Bersani non è, almeno per ora, quella di Monti: "Ci vuole più cambiamento, ci vuole più equità, ci vuole più lavoro - prosegue il segretario del Pd - Dunque serve una maggioranza politica non più 'strana' ma vera e coerente, saldamente europeista e saldamente riformatrice".  

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