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Riforma Senato, "Renzi non ha i numeri"

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Ignazio Stagno
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Matteo Renzi rischia grosso. La sua riforma del Senato rischia di trasformarsi in una pesante Caporetto. Solo qualche giorno fa, mentre era in visita in una scuola di Cosenza, il premier aveva detto: "Se non passa la riforma di palazzo Madama smetto di fare politica". Un'affermazione forte che potrebbe presto rivelarsi fatale. Dopo le parole chiare di Pietro Grasso che non accetta la chiusura definitiva del Senato, il premier rincara la dose e annuncia per lunedì un ddl in Consiglio dei Ministri. La guerriglia di Forza Italia - La guerra è solo all'inizio. Contrari alla riforma del Senato sono diversi senatori del Pd, soprattutto quelli della sinistra cupoerliana e berasaniana, ma anche buona parte di Forza Italia che chiede un Senato elettivo. E dare l'idea della tensione che comincia ad avvolgere il premier sono le parole di Augusto Minzolini che in una delle ultime riunioni con gli altri senatori avrebbe detto: "La Riforma del Senato di Renzi è una c... pazzesca". Poi ha rincarato la dose, come racconta il Giornale: "I numeri per approvare la riforma di Renzi non ci sono. Serve la maggioranza qualificata, i due terzi del Senato e basta vedere come è finito il voto sul decreto delle Province, soltanto 160 sì per capire che la strada per Renzi è tutta in salita". Insomma a preoccupare il premier sono proprio i numeri. L'avvertimento - E lo stesso Pietro Grasso, fedayn di palazzo Madama, intervistato a In Mezz'Ora da Lucia Annunziata afferma: "Voglio aiutare Renzi a non incontrare quegli ostacoli che potrebbero esserci se riforme non sono appoggiate dal numero dei senatori" perché, se così rimangono le cose, "i numeri non ci saranno". Un avvertimento chiaro che fa capire come sul Senato la maggioranza possa esplodere portandosi via anche il premier di Pontassieve. Renzi sul Senato, come sul bonus in busta paga e sull'Italicum si gioca la faccia. Le promesse prima o poi possono trasformarsi in un boomerang che rischia di tornare indietro e travolgere Matteo e tutto il suo governo .  

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