Una "telefonata" senza fili, quella che stamattina Maurizio Belpietro ha fatto al presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il direttore di Libero, infatti, era nella sala stampa di Palazzo Chigi vis a vis con il presidente del Consiglio. Il quale ha parlato a tutto campo di crescita, lavoro, riforme, ultrà, lavoro. Partendo dai soliti "gufi", cioè quelli che "remano contro". Renzi spiega a Belpietro che "le loro previsioni saranno smentite. Lo scommetto. Sono un mare magnum dove ciascuno di noi fa la sua parte. Ieri Moody's ha detto che l'Italia può crescere fino al 2 per cento. Altro che 0,5%. Ma l'importante sono i posti di lavoro, tutto il resto sono chiacchiere dei politici". Belpietro intervista Renzi Guarda il video dell'intervista Lavoro ed Europa - La fiducia per il decreto lavoro è "un ottimo inizio", con cui "stiamo dando risposte subito" al dramma della disoccupazione. E sui dubbi avanzati dai tecnici del Senato sulle coperture del dl Irpef: "Le previsioni del Senato sono tecnicamente false. Abbiamo chiesto al Senato, e ai tecnici del Senato, alcuni sforzi - spiega ancora il presidente del Consiglio al conduttore Maurizio Belpietro -. Per esempio abbiamo detto che se mettiamo un tetto agli stipendi dei manager di 240mila euro dovrebbero farlo anche al Senato. Hanno risposto? A me no". Poi l'Europa: "L'Italia, insieme solo alla Germania rispetta i parametri europei del 3%, e di questo bisogna essere consapevoli e orgogliosi". La polemica - Alle parole sul Senato di Renzi, ha risposto a stretto giro di posta il presidente di Palazzo Madama, Pietro Grasso: "Mi faccio assolutamente garante dell'autonomia e dell'indipendenza degli uffici del Senato", ha spiegato, in netta polemica con Renzi. E ancora: "In particolare del Servizio del bilancio che da 25 anni, nei confronti dei governi, fornisce analisi finanziarie approfondendo con attenzione i dati che accompagnano tutti i provvedimenti legislativi, analisi che possono suscitare dibattiti sul piano tecnico e reazioni sul piano politico, ma mai accuse di falsità né sospetto di interessi corporativi o addirittura personali". Violenza ultrà - In merito poi alla violenza tra le avverse tifoserie e ai fatti dell'Olimpico di sabato scorso, il premier chiama in causa il leader del M5s: "Grillo, ieri nel comizio di Napoli, ha detto che lui avrebbe fischiato l'inno nazionale all'Olimpico, ma lo fa solo per prendere i voti dei tifosi napoletani, ma la stragrande maggioranza di loro sono persone perbene. Credo che bisogna essere molto duri con chi delinque - sostiene Renzi - perchè l'immagine di sabato non è calcio. Le società devono pagare l'ordine pubblico".




