Libero logo

Firenze: Scatizzi (Ncd-Udc), non sposerei mai coppia gay, i miei competitor si'

domenica 18 maggio 2014
Firenze: Scatizzi (Ncd-Udc), non sposerei mai coppia gay, i miei competitor si'

2' di lettura

Firenze, 14 mag. - (Adnkronos) - "Se la legge italiana ammettesse i matrimoni gay, e io fossi sindaco di Firenze, per i miei principi eserciterei l'obiezione di coscienza: non potrei mai sposare personalmente una coppia di persone dello stesso sesso, delegherei al vicesindaco o ad altra persona". Lo ha detto oggi Gianna Scatizzi, candidata a sindaco a Firenze per Ncd e Udc, nel corso di una conferenza stampa dedicata ai temi relativi alla famiglia. "Noi siamo per la famiglia tradizionale composta da uomo e donna, e sono sconcertata che al dibattito con gli altri candidati sindaco organizzato l'altra sera, sono stata l'unica a sostenere questa posizione. Da Nardella e Stella, sotto questo profilo, mi aspettavo posizioni diverse. Questa è la dimostrazione che, sia a livello locale che nazionale, siamo gli unici soggetti credibili per la difesa dei valori tradizionali e dei principi non negoziabili: famiglia, vita, libertà di educazione". Scatizzi ha sottoscritto un manifesto del Forum Toscano delle associazioni familiari, che prevede di impegnarsi in favore di bonus e provvedimenti amministrativi in favore delle famiglie, e ha promesso che, se eletta, lavorerà "per garantire loro sgravi fiscali , in particolare per le famiglie numerose o a basso reddito, su vari fronti, a cominciare delle tasse su casa, servizi e rifiuti. Vogliamo - ha spiegato la Scatizzi insieme ai candidati al Consiglio comunale Emanuele Roselli e Simone Nencioni - una città a misura delle esigenze di bambini, anziani, disabili e famiglie. Dalle società partecipate, bisogna passare a una società partecipativa, per usare un nostro slogan. Una città a misura di famiglia deve avere poi tra i suoi punti anche adeguate e serie politiche per la sicurezza". Infine, i candidati Ncd-Udc si impegnano a "realizzare e mettere in pratica la mozione a firma Roselli approvata di recente in Consiglio comunale, che prevede contributi di 350 euro al mese a quelle mamme che vogliono restare a casa nel primo anno di vita del loro piccolo, invece di mandarlo all'asilo nido".