(Adnkronos) - Parte da queste considerazioni - e dal dato di fatto che il sistema delle imprese del cosiddetto Terziario di Mercato contribuisce alla formazione del valore aggiunto e dell'occupazione in misura superiore al 50% del totale dell'economia regionale - la decisione di inviare una lettera ai membri del Consiglio e della Giunta regionali del Veneto. Nel documento, partito oggi dalla sede della Confcommercio regionale - si chiede che nel Por Fsr sia definita in modo coerente e chiaro la possibilità delle imprese del terziario di poter partecipare alle diverse azioni che favoriscono l'innovazione tecnologica, di processo e di prodotto, necessaria per uno sviluppo intelligente e inclusivo, e di contribuire alla crescita del sistema con la creazione di nuovi posti di lavoro attraverso il digitale e le nuove forme di comunicazione. Con la presentazione, oggi, del primo Atlante Economico dei Comuni redatto dal proprio Centro Studi, Confcommercio Veneto parte all'attacco, forte del peso di un settore che nel 2012 contava quasi 270mila imprese capaci di produrre quasi 147 miliardi di euro (contro i 137mila dell'industria e i circa 9mila dell'agricoltura), di dare lavoro a oltre 1 milione di persone e di contribuire a formare più del 50% del volume d'affari dichiarato complessivo del sistema economico di mercato di tutta la regione. Colorando ogni cartina dell'Atlante in funzione del numero di imprese e del volume d'affari, l'Atlante consente di confrontare le potenzialità di ogni comune del Veneto ed evidenzia i settori più dinamici dell' economia regionale, quelli che costituiranno, se le risposte della politica saranno adeguate, il fulcro della ripresa economica. Tra questi i servizi innovativi, che hanno registrato nel 2012 un +24% di volume d'affari rispetto al 2011 (a crescere di più sono stati i servizi di informazione e comunicazione); oppure gli hotel, che, pur diminuendo di numero (-1,85%), il volume d'affari complessivo lo hanno aumentato dell'8,74%.(segue)




