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Quirinale, scontro rinviato in atteso delle nomine in Europa

di Andrea Tempestinidomenica 25 maggio 2014
Quirinale, scontro rinviato in atteso delle nomine in Europa

2' di lettura

Chiuse le urne europee, contati i (pochi) voti per il Parlamento europeo, digerite tutte le dichiarazioni di vittoria elettorale - che non contano mai alcuno sconfitto consapevole - resta da vedere cosa faranno al Quirinale. Lo spread è tornato in area tollerabile (180 pb), Piazza Affari ha festeggiato la chiusura della campagna elettorale con il miglior risultato europeo e della settimana (+1,83%). Il saggio Massimo D’Alema, che si atteggia a padre della Patria (oltre al coltivatore diretto di vino in Umbria), sintetizza che la fiammata del differenziale tra titoli italiani e tedeschi (in settimana aveva raggiunto i 200 pb), era pura speculazione. Resta da vedere cosa succederà martedì (quando anche gli analisti conosceranno i dati veri a livello europeo e italiano). L’affluenza viene data per bassa, a livello continentale, quindi resta da bilanciare i nuovi assetti dell’Ue, fare i conti con il Manuale Cencelli formato Bruxelles per decidere chi farà cosa alla Commissione, e, soprattutto - mettere sul bilancino il peso dei partiti e movimenti. E la stretta correlazione con le scelte del Quirinale e del suo inquilino. Nelle solite «stanze che contano», si ipotizza quello che succederà una volta messi in colonna i voti e i votanti. E gli equilibri nuovi che potrebbero affacciarsi. Se Beppe Grillo dovesse veramente scalare la classifica? E se il il Partito democratico flettesse nei consensi? Il leader del Movimento 5 Stelle lo ha detto e scritto più volte. I pentastellati intendono far sloggiare il Presidente Giorgio Napolitano, reo, a loro dire, di aver trasformato una democrazia repubblicana e costituzionale in un regno. E se poi non succedesse nulla? Se i voti nell’urna europea si livellassero e bilanciassero lasciando immutati gli equilibri e l’instabilità? Napolitano se ne andrebbe veramente? Si dimetterà anzi tempo? Tutti provano a leggere i fondi di caffé. Nessuno, come i politici navigati, ama restarvi (al potere), Andreotti docet. Le condizioni di instabilità ci sono tutte per non mettere in palio la casella Quirinale. (An. C.)

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