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Ambrosoli: ''Maroni e Albertini facce del centrodestra, non farò intese per governare la regione''

domenica 20 gennaio 2013
Ambrosoli: ''Maroni e Albertini facce del centrodestra, non farò intese per governare la regione''

3' di lettura

Roma, 16 gen. (Adnkronos/Ign) - Con Maroni e Albertini non ci sarà alcuna forma di collaborazione post elettorale. Lo ha assicurato Umberto Ambrosoli, candidato civico di centrosinistra alla presidenza della regione Lombardia, ospite oggi dei 'Confronti Adnkronos'. "Considero Albertini e Maroni allo stesso modo - ha affermato Ambrosoli - il centrodestra in Lombardia si presenta con due facce. Albertini fino a un mese fa chiedeva a Berlusconi di essere il candidato del Pdl che, invece, lo ha scaricato e allora Albertini ha indossato un'altra casacca. Ora tutti usano la parola 'civico' come meglio credono ma Albertini, essendo stato sindaco e poi europarlamentare del Pdl, è politicamente molto caratterizzato". "I sondaggi sono molto buoni perché mai, negli ultimi 17 anni, un candidato di centrosinistra alla regione Lombardia è stato alla pari con un candidato del centrodestra. I sondaggi però - ha detto Ambrosoli - non hanno sempre la capacità di cogliere appieno le dinamiche della società. Basta ricordare Pisapia, che non è mai stato in vantaggio nei sondaggi e poi invece ha vinto. Naturalmente c'è un lavoro da fare ed è in salita, perché dobbiamo convincere l'intera Lombardia che un cambiamento è possibile e che non bisogna avere timore del cambiamento". "L'esperienza e il risultato ottenuto da Pisapia dimostrano che il fenomeno del 'forzaleghismo' è ormai esaurito. Il numero delle preferenze ottenute da Berlusconi alle amministrative non è mai stato così basso. C'è la possibilità di costruire un percorso nuovo e c'è la possibilità di dimostrare che esiste un metodo differente per governare la regione - ha sottolineato - non più basato sul rapporto con i gruppi di potere ma con i cittadini". Ambrosoli studia una 'cura dimagrante' per ridurre il numero degli assessori regionali in Lombardia. "Penso sia ipotizzabile una riduzione di un quarto del numero degli assessori regionali - ha detto - per quanto riguarda i consiglieri regionali dobbiamo tenere conto della rappresentanza, ricordando che il rapporto tra il numero dei cittadini lombardi e gli eletti in consiglio è uno dei più virtuosi in Italia e si allinea ai parametri europei". Novità in arrivo anche sul fronte dell'amministrazione dei fondi attribuiti ai gruppi consiliari. "Tutti i consiglieri regionali dell'attuale maggioranza - ha ricordato Ambrosoli - sono indagati in relazione alle irregolarità sui rimborsi elettorali. Alcuni di questi certamente risolveranno la loro posizione ma ci sono alcuni casi che restano incredibili, come quello del consigliere leghista che ha pagato una parte delle spese del matrimonio della figlia con i soldi del rimborso pubblico". "I candidati della mia lista civica - ha rimarcato - hanno sottoscritto un impegno per la gestione centralizzata dei rimborsi, per cui il gruppo consiliare metterà a disposizione una serie di servizi, superando la gestione personalizzata dei fondi". Ambrosoli ha parlato anche di sanità e immigrati. "Se oggi in Lombardia un cittadino che deve sottoporsi a un elettrocardiogramma sotto sforzo, per fare un esempio a caso, va a pagare di ticket esattamente il costo della prestazione, dov'è la gratuità della cura? Ce la siamo giocata perché abbiamo regalato a strutture come la Maugeri una marea di soldi che non doveva avere" ha detto il candidato del centrosinistra. "Il problema del ticket non è di poco conto - ha osservato - Noi abbiamo un servizio sanitario che è una meraviglia, a livello nazionale, abbiamo un diritto alla cura sanitaria che è un diritto meraviglioso e rischiamo di distruggerlo se non ottimizziamo i costi e se non facciamo tutti i controlli che possono essere fatti". Quanto agli immigrati, un passo da fare per favorire l'integrazione e valorizzare il contributo dei 'nuovi italiani' all'economia del Paese è concedere agli immigrati regolari il diritto di voto amministrativo. "Gli immigrati - ha affermato - non sono un problema ma un'opportunità: il 23% del pil in Lombardia è generato da lavoro immigrato. Tutto ciò che ci è stato raccontato negli ultimi 20 anni, che gli immigrati erano un pericolo, un allarme sul quale si è giocata l'ultima campagna elettorale regionale del centrodestra in Lombardia, si è rivelato falso". "Oggi - ha concluso Ambrosoli - neanche chi allora organizzava le fiaccolate di fronte ai campi nomadi, ha il coraggio di riproporre un argomento del genere. Noi dobbiamo investire su questa fetta di società e investire vuol dire rendere protagonisti con tutti i diritti, voto compreso, gli immigrati regolari con cittadinanza italiana".