Roma, 18 gen. (Adnkronos/Ign) - "Bersani fa il doppiogioco, ricordo che ha votato 50 fiducie a Monti". Lo afferma Antonio Di Pietro, ospite dei 'Confronti Adnkronos'. "Mai come in questo momento - dice il leader dell'Idv, in corsa alle politiche con la lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia - l'unione fa la forza, l'unione di coloro che dentro e fuori il Parlamento si sono opposti al governo Berlusconi e all'esecutivo Monti", rei di " profonde divaricazioni sociali". Di Pietro ribadisce con forza il "no" di Rivoluzione Civile a patti di desistenza. "Ma io dico, il Pd ci chiede di venderci per 30 denari? Dico ai cittadini, dateci il vostro voto per cambiare le cose e questi atteggiamenti". "Perche', chiedo a Bersani, non ha fatto l'alleanza programmatica con Rivoluzione Civile? E' una scelta di campo che il Pd non ha saputo o voluto fare", per "colpa o per dolo. Non possiamo accettare patti di desistenza - rimarca - e non possono certo farci una colpa di partecipare alle elezioni". "Il Pd non ha voluto fare l'alleanza" con la lista 'Rivoluzione Civile' "perche' lo sanno tutti che e' meglio la donnina che si offre al miglior offerente, tipo il Centro, che la moglie con mattarello come noi" sottolinea Di Pietro. Per il leader Idv, la desistenza, ovvero la possibilita' per Rivoluzione Civile di non presentare candidati al Senato nelle Regioni in bilico per evitare di sottrarre voti al Pd, equivale a "fare i figli ma senza andare a letto con la moglie, e' un ragionamento alla Ponzio Pilato". A Bersani Di Pietro chiede di fare "scelte di campo. Perche' non dici, caro Pier Luigi, con chi farai l'alleanza all'indomani delle elezioni? - chiede - Perche' se ti allei con Monti, io che faccio? Faccio la desistenza con il nemico?". Agli italiani il leader dell'Idv, candidato alle politiche con la lista capitanata da Antonio Ingroia, raccomanda di fare "attenzione alla truffa". Il Centro capitanato da Mario Monti, afferma, "non dice con chi sta e sta sempre in mezzo alla strada". Di Pietro punta il dito anche contro il centrodestra: "Berlusconi potrebbe tornare in auge, ora fa il Grillo della situazione dopo aver esasperato gli italiani. Ora fa il Grillo qualsiasi, arriva lui e' abbassa le tasse dopo averle alzate". Quanto a Beppe Grillo, per il Movimento 5 Stelle "provo rispetto" afferma Di Pietro, ma "non ne condivido l'obiettivo, o meglio il 'non obiettivo' di entrare in Parlamento per sfasciare tutto" rifiutando "accordi". Pertanto "chiedo a quell'elettorato di volgere lo sguardo a 'Rivoluzione Civile' perche' la nostra e' una proposta di governo". Il leader dell'Idv, incalzato su Grillo, veste i panni del "difensore d'ufficio senza essere stato chiamato in causa, ma che c'e' dietro a Grillo? - chiede - C'e' una societa' civile che protesta ma senza sfasciare le vetrine, andando al voto". Per questo, "io nutro un grande rispetto per quel Movimento", che ha al suo interno "gente che ragiona con la propria testa", come "il nostro capolista in Emilia Romagna, quel Favia che Grillo ha messo fuori per aver manifestato il proprio dissenso". Per contrastare la crisi, Di Pietro preferirebbe "imporre una patrimoniale sui grandi patrimoni" piuttosto che l'Imu per tutti. "Sul fronte delle uscite, vanno abbattute le spese inutili e dannose", a cominciare dall'abolizione degli enti inutili "dove finiscono i trombati della politica". Drastica sforbiciata anche per le spese militari. Di Pietro va poi all'attacco dell'ad di Fiat, ribattendo alle sue parole contro il ruolo della politica sul caso Melfi: "oscena, piuttosto, e' l'affermazione di Marchionne". Lui è "un furbacchione, quando dice una cosa bisogna sempre capire dov'e' la fregatura" avverte il leader Idv. Di Pietro premette di non avere "una preclusione ideologica al concetto di indennita' di disoccupazione", ma bisogna fare attenzione - mette in guardia - se il piano di Marchionne "e' il solito giochino delle tre carte, allorta si tratta di una truffa". Sul caso Fiat, "il governo dovrebbe fare da garante", stabilendo anche "sanzioni economiche" qualora l'azienda disattendesse i patti. L'ex pm torna sul tema dei diritti per le coppie di fatto, compreso quelle omosessuali, ribadendo la sua posizione favorevole. "Ho studiato in seminario, il Vangelo l'ho letto e lo conosco bene. L'ho pure riletto e c'e' scritto 'ama il prossimo tuo come te stesso', senza alcuna distinzione di genere". "Se due persone si vogliono bene e stanno bene insieme, si possono aiutare nella gioia e nel dolore - incalza - per quale cavolo di ragione dobbiamo mettergli i bastoni tra le ruote e non dobbiamo tutelarli?". Di Pietro critica quindi la relazione del presidente della Commissione parlamentare antimafia, Beppe Pisanu, sulla trattativa Stato-mafia: "Sembra firmata da Ponzio Pilato", ed e' "insufficiente e anacronistica". L'ex magistrato torna a ribadire che "quando si parla di trattativa ci sono due parti in gioco" e che la mafia abbia trattato con lo Stato "e' gia' stato accertato dal Tribunale di Firenze", mentre "a Palermo stanno cercando di capire chi ne ha fatto parte". "Sul fronte politico, si e' voluto prescindere dalla rilevanza penale", ma e' "politicamente rilevante capire se lo Stato si e' calato le brache in questa trattativa". La relazione di Pisanu "ammette che quella trattativa c'e' stata, ma dice che c'e' stato qualche esponente politico che ha dialogato e non trattato con la mafia. Si usa la foglia di fico sulla parola trattativa, si usa il metodo di dire tutto senza dire niente". L'ex magistrato di Mani Pulite interviene anche sulla 'rottura' tra Salvatore Borsellino, fratello di Paolo e leader delle "agende rosse", e il movimento di Antonio Ingroia. Per "'zio' Salvatore rispetto e stima, a lui va tutta la mia devozione e il mio affetto". Ma "vorrei sottolineare che non mi sono candidato al primo posto pur essendo quello che tira la carretta, che fa funzionare la macchina". Il leader dell'Idv precisa che "Borsellino non ha screditato la lista" ma "si e' lamentato del fatto che persone da lui indicate non sono state pozionate in posti piu' sicuri. Ci dispiace non averlo fatto, ma non e' per far dispetto: c'erano altre persone altrettanto rispettabili", tra queste "il figlio di Pio La Torre e la presidente di Libera Stramaccioni".




